Il rapporto segreto di Tom Rob Smith

Il commento...
Già autore del best seller Bambino 44, in questa seconda prova Tom Rob Smith non convince per nulla. Anzi delude. Costretto a cavalcare l'onda del successo propone un romanzo d'avventura che che a tratti fa acqua e a tratti è noioso. A tutti gli effetti si può considerare la continuazione di Bambino 44 in quanto il protagonista principale resta ancora Leo Demidov, l'ex agente dei servizi segreti sovietici che ha ottenuto la costituzione di un reparto omicidi come ricompensa per aver risolto il caso su cui si reggeva vicenda.
Ora Leo è alle prese con la moglie di un prete che lui stesso aveva fatto rinchiudere in un Gulag ai confini estremi della Siberia. La donna, assetata di vendetta, cerca (e riesce) di diventare il capo di una banda di Urca siberiani. Inizia così a perseguitare Leo e la sua famiglia arrivando perfino a rapire la figlia adottiva Zoe. La vicenda diventa un susseguirsi di vicende rocambolesche al limite della credibilità (prima tra tutte era decisamente improbabile che una donna potesse diventare capo di una banda di Urca siberiani) che si dipanano tra l'Unione Sovietica e l'Ungheria. L'ultima parte, infine delude a tal punto che non riconosci più il Tom Bob Smith dell'opera precedente. Uno stile scostante a volte troppo prolisso a volte troppo incalzante rendono la scrittura poco stabile e i fondamenti storici (accuratissimi nell'opera precedente) lasciano un po' perplessi.

 

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  • Aurora Perazzelli dice,

    Bello.


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