Nemico, amico, amante di Alice Munro

Il commento...

Munro, la dea delle piccole cose

“Nemico, amico, amante” (edito in Italia da Einaudi; disponibile online su laFeltrinelli e IBS). Nove racconti, nove storie differenti accomunate da un filo rosso: la memoria, il tempo, il lento scandire del ricordo.

Alice Munro non è una scrittrice qualunque, Franzen la definisce la più grande scrittrice vivente del Nord America, e in questa raccolta vi è l'ennesima prova che gli elogi non sono eccessivi, mai.

(acquista su laFeltrinelli/IBS)
Ogni racconto racchiude un cosmo a sé, la penna scrive sempre in terza persona, ma non abbandona mai la pagina con distacco, bensì ne è avvolta.

La realtà che racconta la Munro è quella delle piccole cose, del quotidiano e dello straordinario, in qualità esatta di extraquotidiano.

Non c'è spazio per la banalità e la trascuratezza di alcun particolare, ogni minimo dettaglio può avere il significato di una rivelazione, ogni rivelazione può assumere le sembianze di un accadimento necessario.

La famiglia è il teatro di ogni vicenda, i rapporti fra mariti, mogli, figli, sorelle, cugine si dispiegano in questo nido senza protezione, in cui tutte le ipocrisie, parole non dette e compromessi vengono smantellati per dare spazio alla sete d'autentico.

René Magritte: "gli amanti"Il titolo riprende il secondo racconto Nemico, amico, amante, racconto sottilmente ironico e dal meccanismo perfetto, narra di Johanna, una goffa cameriera che è indotta a credere che Ken sia innamorato di lei, attraverso uno scherzo crudele di corrispondenza falsa, macchinato da due ragazzine. Johanna si lascia convincere, si illude, compra un vestito da sposa, imballa e spedisce i mobili di casa e parte per raggiungere il suo futuro sposo. Il quale si trova, ignaro, lontano, in uno sperduto paesino del Saskatchewan. Arrivata a destinazione, si sviluppa una storia che va immaginata cinematograficamente. Scena dopo scena, in un ritmo animato e pressante, i due tacciono sulle rispettive vite ed avviene come un tacito accordo fra questa donna risoluta e quest' uomo poco avvezzo alla cura della casa e malato.

Le loro solitudini per uno strano gioco del destino si uniscono, e la loro unione non ha il sapore mieloso dell' amore ma della necessità di colmare un abisso, un'assenza, è la realtà che prende forma, il compromesso dell'amore, il compromesso di qualsiasi rapporto umano.

Ed è questo lo straordinario e il meraviglioso di Alice Munro, una prosa che ricrea la realtà con piccoli tasselli, rivelandocela piano piano, come l' avanzare e l' indietreggiare di un'onda a riva.

La sua scrittura è sapiente e precisa, in lei si racchiude tutta la grande tradizione del Novecento, non si può non pensare al Joyce di Gente di Dublino con le sue piccole magiche epifanie che si nascondono nella quotidianità della vita, per cui, per vederle, è necessario un occhio particolare, vigile, e soprattutto pronto ad entrare nel profondo degli accadimenti.

Se vi interessa esplorare un territorio neutro, leggere una bella storia distaccata, questo libro non farà per voi.

Anche se i racconti sono ambientati in Canada, anche se quella neve e quel paesaggio immenso è così distante da noi, non vi è nulla in Alice Munro che non affondi a piene mani nel cuore nero della terra, nel suo sapore, in una continua rivelazione, dove nulla è dimenticato ed il tempo è l'unico demiurgo e padrone.

 

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