presentazione del nuovo numero di “Nemus. Rivista orale di filosofia, arte e scienze”

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Questo evento si è tenuto il 2 febbraio 2011 presso il Centro culturale Candiani - Mestre (Venezia), alle 20:30.
L'evento...

Presentazione del nuovo numero di
“Nemus. Rivista orale di filosofia, arte e scienze”

Mercoledì 2 febbraio il Centro culturale Candiani di Mestre (Ve) ospita la presentazione del nuovo numero di Nemus. Rivista orale di filosofia, arte e scienze diretta da Toni Toniato.

L’appuntamento è alle ore 20:45.

La rivista orale è un trimestrale che si propone come contenitore di materiali verbali, visivi e musicali, in una mescolanza che attraversa filosofia, letteratura, poesia, psicanalisi, arte e storia, con incursioni anche nel mondo del fumetto. Uno spazio aperto all’analisi delle pieghe più nascoste della creatività contemporanea, nato dall’iniziativa dell’Associazione culturale Nemus, fondata nel 1994 come circolo filosofico. 


Tema scelto per il nuovo numero -il diciassettesimo- è “Itaca”: l’agognata terra di Ulisse -che vi farà ritorno solo dopo lunga e tormentosa peregrinazione- diventa il simbolo e la metafora di un viaggio, anzi, di molti viaggi, bizzarri eppur così comuni: il viaggio di chi cerca l’isola che non c’è e il viaggio di chi l’ha già trovata ma è scappato lo stesso, il viaggio di chi si muove senza meta o vorrebbe tornare da dove è venuto. Ma “Itaca” significa anche attesa, elemento opposto eppur complementare al viaggio: attesa di qualcuno che ci chiami, attesa che torni un ricordo, attese nostalgiche di un luogo che non esiste più o che non è mai esistito.

Gli autori che ci guideranno in questo percorso sono Max Bazzana, Roberto Cecchetti, Gianni Checchin, Mariateresa Crisigiovanni, Fulvio Ervas, Stelio Fenzo, Felice Galatioto, Giuseppe Indelicato, Franca Pistellato, Fabrizio Vatta, Alessandro Voltolina, Michele Zaggia, Ruggero Zanin e Lorena Zivelonghi.

Alcuni versi tratti da “Itaca” del poeta greco Costantinos Kavafis appaiono come la presentazione migliore per un viaggio in cui più che la meta conta il percorso, più che il “fino a”, l’ “attraverso”

Sempre devi avere in mente Itaca
- raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare

 

 


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