“Morte e resurrezione dei giornali” a Roma

redazione imieilibri.it Postato da redazione imieilibri.it in Eventi > incontro con autori
Questo evento si è tenuto il 2 febbraio 2011 presso il Melbookstore di via Nazionale (Roma), alle 18:00.
L'evento...

“Morte e resurrezione dei giornali”

Quanto leggono gli italiani? E come? L’informazione della carta stampata è davvero destinata all’estinzione nel nuovo assetto mediatico? Se ne parlerà mercoledì 2 febbraio a Roma, in compagnia di Enrico Pedemonte, che presenterà il volume (edito da Garzanti), “Morte e resurrezione dei giornali”.

L’incontro avrà inizio alle ore 18 presso il Melbookstore di via Nazionale.

Dialogano con l’autore Giulio Anselmi e Paolo Gentiloni.


Dai tempi in cui Hegel affermava che “il giornale è la preghiera del mattino dell'uomo moderno”, ne è passata di acqua sotto i ponti. Pare che oggi si sia tutti un po’ meno devoti alla fede informativa, pare, soprattutto, che del rituale della mattutina lettura del giornale si faccia a meno senza troppe nostalgie. Colpa, sembrerebbe, di internet e dei servizi offerti dalla rete, colpa di un’informazione disponibile in qualsiasi momento, a portata di clic, gratuita e capace di star dietro alla notizia molto più di quanto faccia un quotidiano, che quando arriva nelle edicole ha già un ritardo di 24 ore rispetto al mondo. Conseguenza: si legge poco, e non lo si fa più sulla carta ferma.


Esperto di rete e di giornalismo, Enrico Pedemonte ci racconta dall’interno la crisi della carta stampata, cogliendone le motivazioni profonde. Un’analisi, la sua, che lo porta a  passare in rassegna le differenze tra informazione generalista e riviste di settore, tra testate di impatto nazionale e d'interesse locale, fino a tracciare l’identikit dell’ “ipergiornale”, un nuovo prodotto che potrebbe salvare il settore offrendo spazi partecipativi ai lettori. Due domande di fondo: chi ha ucciso i giornali? chi li farà risorgere? Chiediamocelo, ricordandoci che nella classifica di Freedom House l’Italia si colloca tra i paesi «parzialmente liberi» per quanto riguarda la libertà d'espressione e i diritti umani, al di sotto di Ghana, Tuvalu e Nuova Guinea.

 

 


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