Il Cimitero di Praga

paola Postato da paola in Eventi > gruppi di letture/reading > incontri letterari
Questo evento si è tenuto il 31 gennaio 2011 presso Biblioteca Lorenteggio - Via Odazio 9 (Milano), alle 18:00.
L'evento...

Il Cimitero di Praga

Lunedì 31 gennaio, presso la Biblioteca Lorenteggio, Roberto Agostini terrà un incontro di approfondimento sull’ultimo libro di Umberto Eco, “Il Cimitero di Praga”.

La copertina del romanzo dice molto di ciò che si troverà al suo interno.
Ombre, sospetti, bugie, cospirazioni.
Un turbine di eventi ambientati nel XIX secolo in cui, come lo stesso autore dichiara, l’unico personaggio di fantasia è il protagonista, Simone Simonini, che troverà sulla sua strada personaggi storici realmente esistiti. Alcuni rispondono al nome di Freud, Garibaldi, Nievo,...

Ciò che viene fatto e detto è realmente successo e se si pensa che il risultato è un clima noir fatto di complotti e cospirazioni c’è da farsi qualche domanda sulla natura umana in generale.

Come Eco afferma:
Non ci sono vicende più avventurose e più appassionanti di quello che succede nella realtà. Basta saperla osservare, la realtà ci offre spunti ben più avventurosi di tutte le fantasie di cui siamo capaci.
(fonte: http://www.booksblog.it/post/6912/il-cimitero-di-praga-di-umberto-eco)

Il peggio dell’uomo di ieri è ancora presente nell’uomo di oggi?
C’è infatti un parallelismo con gli episodi della scena italiana (e non) attuale che non si può non cogliere e sottovalutare.
E cioè la verità mistificata ad arte.

Simonini è un falsario, un uomo a servizio di una lobby che per lavoro altera la realtà, consegnando ai suoi mandatari dei dossier.
Dossieraggio: un termine di casa nei nostri mass media!

Questo aspetto è spiegato molto bene in un video proposto nella trasmissione di Gad Lerner, L’Infedele, che vi proponiamo di seguito:


L’incontro con Agostini a pochi giorni dalla giornata della memoria, cade a fagiolo considerando che Il Cimitero di Praga ha suscitato forti polemiche per il modo in cui tratta (o meglio non tratta) l’antisemitismo.

Riportiamo ad esempio un estratto dell’intervista che Lucetta Scaraffia ha rilasciato all’Osservatore Romano:
“...Non si può negare, invece, che le continue descrizioni della perfidia degli ebrei facciano nascere un sospetto di ambiguità, certo non voluta da Eco ma aleggiante in tutte le pagine del libro. A forza di leggere cose disgustose sugli ebrei, il lettore rimane come sporcato da questo vaneggiare antisemita, ed è perfino possibile che qualcuno pensi che forse c’è qualcosa di vero se tutti, proprio tutti, i personaggi paiono certi di queste nefandezze. [...] La sua ricostruzione del male senza condanna, senza eroi positivi con cui identificarsi, acquista una parvenza di voyeurismo amorale, in cui ci si può impantanare.”
(fonte: http://www.giornalettismo.com/archives/92234/cimitero-praga-quello-buonsenso/)


Ma cos’è che crea scalpore?
Cos’è da condannare?

Ciò che deve essere sopra ogni cosa condannata è la scelta di procurare deliberatamente del male a un essere umano, sia uno o un’intera etnìa. Anche se l’intento di Eco fosse stato (e cosi non è!) quello di giustificare l’antisemitismo, può questo sforzo di penna generare
automaticamente antisemitismo nel lettore?

Siamo pecore che, smarrite o no, credono a tutto ciò che viene loro raccontato, o uomini, che nonostante le nefandezze a cui vengono esposti sentono vivi dentro la loro anima il richiamo di ciò che è o non è universalmente giusto?

L’uomo merita ancora questa fiducia nell’esercitare il suo libero arbitrio?
Probabilmente si.
Forse temere che possa farlo nel modo sbagliato, negandogli quindi questa possibilità, equivale a preparare il terreno per il prossimo orrore.

 


Evento organizzato da Comune di Milano

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