Anna Bravo e Federico Cereja presentano “Intervista a Primo Levi”

redazione imieilibri.it Postato da redazione imieilibri.it in Eventi > presentazioni
Questo evento si è tenuto il 26 gennaio 2011 presso Comunità Ebraica,piazzetta Primo Levi (Torino), alle 21:00.
L'evento...

Anna Bravo e Federico Cereja presentano

“Intervista a Primo Levi,
ex deportato”


Mercoledì 26 gennaio Anna Bravo e Federico Cereja presentano presso la Comunità Ebraica di Torino il libro “Intervista a Primo Levi, ex deportato”, in uscita a fine gennaio per Einaudi. La serata, presentata da Fabio Levi, avrà inizio alle ore 21.  


Quando viene catturato dalla Milizia fascista, il 13 dicembre 1943, Primo Levi è un giovane chimico fresco di laurea con lode all’Università di Torino.

Di sé, in apertura di “Se questo è un uomo” dice: “Avevo ventiquattro anni, poco senno, nessuna esperienza, e una decisa propensione, favorita dal regime di segregazione a cui da quattro anni le leggi razziali mi avevano ridotto, a vivere in un mio mondo scarsamente reale […]”. In un’alba che arrivò come un tradimento”, precipita nel mondo delle infinite e insensate proibizioni e della morte decisa dal caso, in quel mondo del Lager dove tutto è al di qua del bene e del male, fuori dagli schemi della morale corrente, fuori dal linguaggio stesso degli uomini liberi. Ne uscirà con un numero, la matricola 174517, che gli cade sotto gli occhi ogni volta che, ritornato tra i vivi, si guarda il polso per cercare l’orologio.  

Levi  incontra gli storici Anna Bravo e Federico Cereja nel 1983. Dal loro dialogo nasce quest’intervista, tradotta in vari Paesi  -tra cui Francia, Grecia e Argentina- e ora proposta in volume da Einaudi.

Si parla di molte cose, del “galateo del Lager”, con le sue leggi tacite che regolano i rapporti fra prigionieri, dell’inutilità dei giudizi morali che non possono spiegare un mondo fuori dal mondo, del bisogno di dire, di recuperare la parola e con essa la coscienza, la realtà di ciò che appare -anche a chi l’ha vissuto- assurdo e irreale. 


Nel volume, Federico Cereja definisce “Se questo è un uomo” come “una summa, un compendio, una vera enciclopedia del Lager”, seppur l’intento di Levi è quello di offrire non una precisa e dettagliata cronaca delle vicende del campo, quanto una narrazione all’interno della quale trovino spazio uomini senza volto e senza nome, uomini ridotti a un numero, affamati e incoscienti come bestie. è la necessità fisiologica del racconto, della testimonianza che diventa bisogno materiale, alla stregua del cibo, dell’acqua o del sonno.

Ancora, Cereja mette in evidenza un altro aspetto essenziale del testo di Levi, vale a dire la  capacità che questo possiede di impostare una riflessione che parta dalla considerazione del Lager come un mondo terribile e inumano finché si vuole, ma pur sempre nato dalla mente dell’uomo e dai suoi istinti più bassi, un mondo, insomma, che appartiene alla Terra e non agli inferni dell’Aldilà.  


“Il discorso sul Lager è importante perché, nella sua analisi, esso riacquista il suo ruolo centrale che spesso in molti altri scritti memorialistici è invece dimenticato o sottovalutato, relegato a una dimensione irrazionale e demoniaca.
Il Lager è un pilastro della concezione nazista dello Stato e della società, elemento essenziale per eliminare la dissidenza politica dei tedeschi prima, poi degli antinazisti europei e dei nemici razziali dell’arianesimo. è anche una componente dell’economia del Reich che si avvale di manodopera schiava, indispensabile per il suo funzionamento”

 

 

 


Evento organizzato da Einaudi

Ti piace questo post? Segnalalo ai tuoi amici...
o condividilo sul tuo Social Network...  
  • Share/Bookmark
Ti piace “imieilibri.it”? Faccelo sapere...
Sottoscrivi gli aggiornamenti de “imieilibri.it” su Facebook...

Scrivi la tua opinione su questo post...