Anna Karenina di Lev Tolstòj

Il commento...

“Anna Karenina”
di Lev Tolstòj


Acquista su laFeltrinelli/IBS/inMondadori

“Anna Arkad'evna leggeva e comprendeva, ma non le faceva piacere leggere, cioè seguire il riflesso della vita altrui. Aveva troppa voglia di vivere lei stessa.”

Tolstòj.
 
Sì, lui, proprio lui.
Quello strano tipo che proviene dalla lontana Russia, scrive in cirillico, che non è contento se non fa un libro di almeno mille pagine, e che è finito a morire in una stazione.

“Anna Karenina” non si smentisce, quindi non voglio mentirvi: è stato scritto in cirillico (ma lo trovate tradotto, non vi preoccupate! diverse edizioni sono disponibili online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori) e conta millequindici pagine.

Ho impiegato quasi dieci anni, da quando l'acquistai in una libreria minuscola e polverosa di Genova, per trovare il coraggio di addentrarmici, ma finalmente ho fatto il grande passo e ora che sono arrivata alla conclusione posso assicurare che Tolstoj non è il mostro che molti pensano essere, ma il vero genio di cui le tanto terribili, ma a volte sagge, antologie del liceo declamano la fama.

Non è da tutti scrivere a metà '800 un libro di più di mille pagine in grado di tenerti incollato ad un paesaggio ed una vita così lontana dalla nostra, sia cronologicamente che geograficamente. Non è da tutti parlare a metà '800 senza peli sulla lingua di nobiltà, neo borghesia e classe lavoratrice, di dedicare alcuni paragrafi addirittura a conversazioni semi-ammiccanti sulla contraccezione, il tutto percorso da quello che è il leitmotiv, questo sì spesso universale, senza confini di tempo e spazio, di tutto il romanzo: la passione amorosa che sconfina nella tragedia.

Quindi, coraggio, non guardate i numeri a piè di pagina ma tuffatevi in questo mondo composto da abiti eleganti, uomini ammiccanti, donne di famiglia, donne di strada, amanti (ir)regolari, coppie di amici e coppie di fatto, fratelli, nobili, contadine, ville sontuose, appuntamenti a teatro, feste mondane, campi arati, vagabondi e falci che tagliano il grano. Non ve ne pentirete.

E attenti alle rotaie.


Lev Tolstòj, “Anna Karenina” disponibile online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori

 

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