Scrittori giocatori. Stefano Bartezzaghi ospite di “Leggere per non dimenticare”

Francesca M Postato da Francesca M in Eventi > presentazioni
Questo evento, inserito nell'ambito di Leggere per non dimenticare XIV edizione, si è tenuto il 19 gennaio 2011 presso Biblioteca delle Oblate, via dell'Oriuolo 26 (Firenze), alle 17:30.
L'evento...

Scrittori giocatori

Stefano Bartezzaghi ospite di "Leggere per non dimenticare"

Alla Biblioteca delle Oblate di Firenze, giochi e parole si scambiano i ruoli:  mercoledì 19 gennaio, in un incontro con inizio alle ore 17:30, Stefano Bartezzaghi presenterà il suo libro “Scrittori giocatori” (Einaudi).

L’appuntamento rientra nella XVI edizione del ciclo "Leggere per non dimenticare", rassegna a cura di Anna Benedetti e dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze.


In apertura di un articolo intitolato "Calvino giocatore. Regole e giochi della scrittura nello spazio" , Stefano Bartezzaghi illustra alcune caratteristiche che a prima vista collocherebbero gioco e letteratura su due binari diversi. Soffermandoci solo su alcuni punti di quel lavoro, possiamo ricordare -con l’autore- che mentre tutti i giochi hanno -o dovrebbero avere- una durata limitata e circoscritta (“Il gioco è bello finché dura poco”), la letteratura produce un piacere che non cessa con il cessare del gioco dello scrittore -colui che ha prodotto il gioco-testo-, ma si estende e si tramanda al lettore, a molti lettori, in uno spazio-tempo potenzialmente dilatato all’infinito. Inoltre, si può dire che -almeno nel modo in cui sono tradizionalmente intesi- gioco e scrittura fanno parte di due sfere culturali diverse -bassa quella del gioco, alta quella della letteratura-, e se la scrittura permetterebbe -il condizionale è d’obbligo- di farci diventare saggi, il gioco punta a riportarci alla spontaneità dell’età infantile. 


Ma -chi scrive lo sa- quando si costruiscono i testi succedono cose strane, si aprono mondi imprevisti, lo scrittore diventa sperimentatore e giocatore di parole, di sensi, di unità narrative

"Questo facile schema di opposizione [gioco vs letteratura, n.d.r.] viene contestato
o quanto meno articolato dall'esistenza di scritture gioco in
cui i termini sembrano potersi scambiare, come se le due
mani di Escher si scambiassero compiti e funzioni lungo
l'asse di simmetria che le lega e le divide"

In “Scrittori giocatori” Bartezzaghi parla di molte illustri penne che non resistono al richiamo ludico: c’è Giampaolo Dossena, che diventa scrittore catalogando e ideando nuovi giochi; Marcel Proust, che  nasconde in punti lontani della sua opera le tessere di un puzzle calligrafico; Raymond Queneau, con i suoi 99 modi di scrivere la stessa storia; Italo Calvino, alle prese con anagrammi e solitari; Gianni Celati, che insegue le segrete prosodie del parlato; Alberto Arbasino, ideatore della post-parolaccia; Alighiero Boetti, che compone cruciverba, palindromi, rebus e crittografie in una sua personale enigmistica della figurazione.


 

 


Evento organizzato da Anna Benedetti, Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze.

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