Sapienziali. Gianmario Lucini alla Biblioteca delle Oblate

Francesca M Postato da Francesca M in Eventi > incontro con autori
Questo evento si è tenuto il 18 gennaio 2011 presso Biblioteca delle Oblate, via dell'Oriuolo 26 (Firenze), alle 17:00.
L'evento...

Sapienziali

Gianmario Lucini alla Biblioteca delle Oblate

Martedì 18 gennaio alla Biblioteca delle Oblate di Firenze arriva la poesia di Gianmario Lucini. L’autore presenterà la sua raccolta poetica dal titolo “Sapienziali” (Puntoacapo) alle ore 17, nella Sezione Contemporanea, ospitata al I piano della struttura.


L’incontro rientra nel ciclo “Pianeta Poesia 2010/2011”, a cura dell’Associazione Novecento e in collaborazione con la Biblioteca delle Oblate.



Denunciare i guasti del nostro tempo, la violenza e la cecità che distruggono l’ambiente, la criminalità che continua a tessere i suoi traffici, con vittime che continuano a essere sempre le stesse, quelle che “leggono la vita/con occhi ancora animali / con l’innocenza del cane e la pazienza / del prigioniero”: nei “Sapienziali” Lucini lancia al lettore una poesia fervente e ribelle, di indignazione e di contestazione, una poesia che riflette sul significato della parola “giustizia” e osserva come questo venga puntualmente tradito nella pratica quotidiana dell’esistenza. Il volume si divide in due sezioni, la prima delle quali nasce da un’ispirazione sacra, biblica -seppur reinterpretata in chiave laica-, e si struttura come un insieme di sequenze poetiche che costituiscono delle variazioni intorno a citazioni da Giobbe, Proverbi, Qohélet, Siracide, cioè dai libri “sapienziali” dell’Antico Testamento -che danno il titolo all’opera-, e da Isaia, che fa parte dei Libri dei Profeti.


Ne scaturisce l’immagine di un mondo che cammina aggrovigliato, rotola, arranca senza direzione e senza criterio di marcia, nella confusione più totale


Quello che stava a destra ora sta a sinistra
il sopra cambia nel sotto e cambia
di segno ogni pensiero …
Capovolto nel mondo capovolto
se ne va l’uomo cercando direzioni

 
Nella seconda parte gli accenti civili e politici si fanno più marcati. C’è la Calabria con la piaga della ‘ndràngheta, che, per la verità è un male non circoscrivibile geograficamente (“non crederti indenne perché abiti a Milano/ o al Nord o in Inghilterra/ […]/ la ‘ndràngheta avanza, il mondo/le cade fra le braccia).


C’è la tecnologia, che non è privilegio ma schiavitù e partorisce sospetto, terrore, violenza, crea un sistema che si alimenta con quello che trova sul suo cammino e sacrifica ciò che gli è estraneo, il non-artificiale, il naturale


Ci muoviamo a scatti
circospetti guardandoci le spalle
abbiamo soldati bene armati, spie
congegni elettronici occhi dallo spazio
che ci scrutano
viviamo nel terrore protetti
dalla violenza di Stato …


Ci sono le discariche abusive sulle spiagge, crimini senza firma, “colpe di nessuno”. E se gli antichi hanno lasciato seppelliti sotto i nostri piedi templi, tombe, vasi preziosi, simboli di una civiltà splendida, noi saluteremo il pianeta cedendo in eredità alle generazioni future “grovigli, carcasse, plastiche, cemento”, veleni e porcherie. 


Lucini afferma di aver rimosso il problema del linguaggio e di preoccuparsi poco dello stile: non è solo una posa da poeta, ma anche la conseguenza dellimpossibilità di star dietro alle parole, alle belle parole e al bello stile, quando la realtà da raccontare è bassa e sporca, difficile da piegare a tensioni ideali


… l’esistenza qui pare un beffardo
rifiuto d’ogni decenza
e anche il volto di Dio sembra fuggire
nella luce del mare avvelenato

 

Per informazioni sulla serata
telefono 055 261 6512 fax 055 261 6519
email bibliotecadelleoblate@comune.fi.it

 


Evento organizzato da Biblioteca delle Oblate, Associazione Novecento

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