Blues della fine del mondo. Ian McEwan al Festival delle Scienze

Francesca M Postato da Francesca M in Eventi > incontro con autori
Questo evento, inserito nell'ambito di “Festival delle Scienze 2011” a Roma, si è tenuto il 20 gennaio 2011 presso Auditorium Parco della Musica, Sala Petrassi (Roma), alle 19:00.
L'evento...

Blues della fine del mondo

Ian McEwan al "Festival delle Scienze"


Giovedì 20 gennaio, nella giornata di apertura della sesta edizione del “Festival delle Scienze”, ospitato all’Auditorium Parco della Musica di Roma, appuntamento con un grande protagonista della letteratura internazionale: : lo scrittore inglese Ian McEwan -vincitore nel 1998 del “Booker Prize” per il romanzo “Amsterdam”- tiene una lectio magistralis a partire dal suo libro “Blues della fine del mondo” (Einaudi).

L’incontro avrà inizio alle ore 19 in Sala Petrassi e sarà introdotto da Vittorio Bo, direttore scientifico del festival.



Il fascino senza tempo della distruzione cosmica. Una paura atavica e l’inconfessata, inconscia attrazione dinanzi all’idea della definitiva scomparsa del genere umano. Gli antichi reagivano venerando le presenze naturali, i contemporanei si attaccano alla scienza. Eppure, quel fondo oscuro resta, si tramanda come un’eredità genetica, passa nella catena del dna della specie. In “Blues della fine del mondo” Ian McEwan nota come oggi si assista all’imponente risorgere del pensiero apocalittico, più saldo della scienza e della ragione, che non sono ancora riuscite a elaborare una mitologia che possa competere con il fascino della fine. La credenza apocalittica possiede un articolato universo simbolico e non si sgretola davanti alla prova sperimentale: come per la fede, essa non ha bisogno di conferme oggettive, forse neppure di fornire risposte certe e assolute. Il suo è il fascino del dubbio. L’antidoto che McEwan rintraccia contro la credenza, che rischia di diventare superstizione e di influenzare -pesantemente e negativamente- la società e la politica contemporanee, non risiede nella ragione, ma nell’impulso umano alla curiosità.


Leggiamo sulla copertina del volume: “Ogni racconto ha bisogno di una fine, oltre che di un inizio. E il racconto dell'umanità si alimenta da sempre al mito di un'apocalisse gloriosa. In realtà nessuno verrà a salvarci, dovremo pensarci da soli. Magari con l'invincibile impulso alla curiosità, vero marchio dell'indipendenza mentale”.


L’autore
Ian McEwan si presenta
, in un intervento del novembre 2000 su Bbc Radio 3, parlando di sé e dell’essere scrittore, di una professione che non ha tecniche né scorciatoie, e che  non si impara mai del tutto


“Ho cinquantadue anni e mi dedico seriamente alla scrittura da quando ne avevo ventuno. Spesso mi capita di domandarmi se scrivere stia diventando piú facile. Temo che la risposta sia no. A quanto pare scrivere non è un'attività che si semplifica con l'andare del tempo; non è possibile «buttare giú» un romanzo solo perché fai questo mestiere da qualche decennio. […] è fondamentale convincersi di avere tra le mani qualcosa di nuovo, di fresco, qualcosa che sia decisamente diverso da tutto ciò che l'ha preceduto, anche se può trattarsi solo di un'illusione” (fonte: http://www.einaudi.it/libri/autore/ian-mcewan/0000220)


Tra le sue opere ricordiamo le raccolte di racconti “Primo amore, ultimi riti” e “Fra le lenzuola”, e i numerosi romanzi: “Il giardino di cemento”, “Cortesie per gli ospiti”, “Bambini nel tempo”, “Lettera a Berlino”, “Cani neri”, “L'amore fatale”, “Amsterdam”, “Espiazione”, “Sabato”, “Chesil Beach” e “Solar”.


Scrive anche un libro per ragazzi, “L'inventore di sogni”. è la storia di Peter,un bambino che sogna a occhi aperti per sfuggire alla noia, mentre gli adulti lo considerano strano, “difficile”, perché parla poco e a volte ama stare da solo.


“Quanto a stare per conto suo, bè, neanche quello ai grandi andava giù. A malapena sopportano che lo faccia uno di loro. Se ti unisci alla compagnia, la gente sa cosa ti passa per la mente. Perché è la stessa cosa che sta passando per la mente degli altri. Se non vuoi fare il guastafeste, devi unirti alla compagnia”

 


Evento organizzato da Fondazione Musica per Roma,Codice. Idee per la Cultura,Telecom Italia

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