Letture con Italo Calvino

Francesca M Postato da Francesca M in Eventi > gruppi di letture/reading
Questo evento, inserito nell'ambito di Convivio. Incontri letterari ed enogastronomici a Km.0, si è tenuto il 14 gennaio 2011 presso Pavone Canavese, museo della Fondazione A. d’Andrade, via Giuseppe Quilico (Torino), alle 21:00.
L'evento...

Convivio

Incontri letterari ed enogastronomici a Km.0

Letture con Italo Calvino

Venerdì 14 gennaio secondo appuntamento della Rassegna "Convivio. Incontri letterari ed enogastronomici a Km.0": protagonista della serata sarà il romanzo di Italo Calvino “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, di cui Lucia Gravante e Dimitri Riccio leggeranno alcuni brani.

L’incontro è a cura di Novedee di Alice Fumero e si terrà alle ore 21, presso il museo della Fondazione A. d'Andrade di Pavone Canavese (To), in via Giuseppe Quilico.

Seguendo il filo conduttore della manifestazione, che punta a coniugare la cultura con l’eccellenza enogastronomica del territorio, al reading seguirà la degustazione di prodotti locali offerti da Panetteria Giovanna di Pavone, Società Agricola La Masera di Settimo Rottaro, e Apicoltura Bolzanello di Bairo.

Il biglietto d’ingresso al museo è di 6 euro, ridotto a 4 per i residenti a Pavone Canavese e per i possessori dell’Abbonamento Musei Torino Piemonte 2010.


Il libro - “Se una notte d’inverno un viaggiatore” non è scritto in terza persona, come accade per i romanzi della tradizione ottocentesca, ma neppure in prima, come scelgono spesso di fare i narratori moderni, presentandoci porzioni di realtà osservate dal punto di vista soggettivo di personaggi irrisolti e tormentati.

In questo caso Calvino opta per un procedimento narrativo insolito, quello di raccontare la vicenda alla seconda persona singolare, strutturandola come un insieme di istruzioni date al lettore che si accinge a leggere il libro. La scelta non è casuale, perché questa, in effetti, è un’avventura che ha per protagonisti i lettori, due lettori in carne e ossa -seppur indicati con nomi generici: “il Lettore” e “la Lettrice- alle prese con un libro senza finale, un romanzo che, a causa di errori di impaginazione, s’interrompe continuamente, sempre nel momento di maggior suspense, e per di più si mescola con altri romanzi. Pagine stampate si alternano a pagine bianche, voragini si aprono all’interno della scrittura e del mondo che questa traccia: il lettore non sa più dove si trovi, né chi siano i personaggi di cui legge i nomi.

“Il romanzo che stai leggendo vorrebbe presentarti un mondo corposo, denso, minuzioso. […] Ed ecco che, nel momento in cui la tua attenzione è più sospesa, volti il foglio a metà d’una frase decisiva e ti trovi davanti due pagine bianche”

La tecnica combinatoria, particolarmente amata da Calvino, che già la usò ne “Il Castello dei destini incrociati”, serve qui a denunciare attraverso un romanzo l’impossibilità del romanzo stesso, inteso come narrazione ordinata e orientata verso un punto definito, capace di imprigionare il reale e di dargli forma, di cristallizzarlo.

Davanti alle pagine interrotte, i protagonisti di questa storia non si rassegnano, e anzi sfogliano atlanti, consultano professori universitari, cercano altri romanzi intrecciati al primo, studiano e si interrogano sui personaggi incontrati nel libro, come se questi esistessero davvero e se ne potesse localizzare l’abitazione semplicemente dotandosi di una buona mappa. La ricerca del libro perduto -o meglio, interrotto- sarà però una ricerca sempre frustrata e fallimentare: Calvino ironizza sulla figura del lettore ingenuo, colui che si immedesima nelle storie che legge e osserva i mondi narrativi convinto di poterci trovare dentro le stesse modalità di funzionamento del reale. L'ironia corrosiva è poi rivolta in senso più ampio all’idea di una letteratura che abbia la funzione e la capacità di possedere il reale, nelle sue più multiformi sfaccettature, e di farne un oggetto narrativo. Le pagine bianche in cui si imbattono il Lettore e la Lettrice sono l’immagine del vuoto su cui è costruito il testo letterario, non specchio della realtà, ma finzione e artificio ben congegnato.

Tra letteratura e realtà non esistono congruenze o equazioni perfette, e se il lettore ingenuo che se ne mette alla caccia fa la fine dei cercatori del Santo Graal o della pietra filosofale, ancor più ridicolo risulta il lettore “intellettuale”, ossessionato dalla necessità di catalogare i testi e di definire “la posizione dell’autore rispetto alle Tendenze del Pensiero Contemporaneo e ai Problemi Che Esigono Una Soluzione”. In “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, lettrice “intellettuale” è Lotaria, sorella della protagonista Ludmilla (la Lettrice)

“- Ludmilla legge un romanzo dietro l’altro ma non mette mai in evidenza i problemi. A me pare una gran perdita di tempo. Non le fa quest’impressione?
Se cominci a discutere non ti molla più [Lotaria, n.d.r.]. Già ti sta invitando a un seminario all’università, in cui i libri sono analizzati secondo tutti i Codici Consci e Inconsci, e in cui vengono rimossi tutti i Tabù, imposti dal Sesso, dalla Classe, dalla Cultura Dominante”

 

 


Evento organizzato da Ecomuseo AMI, Fondazione A. d’Andrade,Novedee

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