Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino

Il commento...

“Se una notte d’inverno un viaggiatore”
di Italo Calvino


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«Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. (...) La porta è meglio chiuderla; di là c’è sempre la televisione accesa. (…)»

Non nascondo il mio sconcerto quando, dopo aver sfogliato le pagine introduttive di “Se una notte d’inverno un viaggiatore” (disponibile online su laFeltrinelli - IBS) ed essere arrivata al primo capitolo, lessi l'incipit rivolto proprio a me, “lettore”.

(foto di Emme Divi - fonte: fotocommunity.it)
Decisi allora di seguire incuriosita il consiglio dell’autore, di mettermi comoda, liberare la mente, dire in casa di fare silenzio, regolare la luce, togliermi le scarpe e immergermi con la fantasia in questo nuovo libro, abbandonata al flusso delle parole.

E allora la consueta distanza con l’autore è venuta meno e il mio iniziale atteggiamento di divertita diffidenza si è trasformato in viva complicità con le vicende del protagonista Lettore (sì, è proprio questo il suo nome!), alle prese con i dieci incipit di romanzi di cui non conosce il finale. Come dice in un passaggio del libro:

«Come stabilire il momento esatto in cui comincia una storia? Tutto è sempre cominciato già prima. La prima riga della prima pagina di ogni romanzo rimanda a qualcosa che è già successo fuori del libro. Oppure la vera storia è quella che comincia dieci pagine più avanti e tutto ciò che precede è solo un prologo.»

Da qui a lasciarsi coinvolgere con i sentimenti di attesa, suspense, curiosità del Lettore, alla continua ricerca dei finali, è stato un passo, e la mia esperienza di lettura ha iniziato a correre sullo stesso binario della sua.

Ciò che mi ha affascinato di questo romanzo -e che tutt’ora mi affascina, facendone uno dei miei libri preferiti- è proprio la capacità dell’autore di proporre una lucida riflessione intorno all’attività di lettura non in maniera teorica, bensì lasciando che il lettore rimanga coinvolto e si perda in prima persona all’interno delle vicende del suo alter ego Lettore.
E proprio vero che:

«Le cose che il romanzo non dice sono necessariamente più di quelle che dice, e solo un particolare riverbero di ciò che è scritto può dare l'illusione di stare leggendo anche il non scritto…»


Sul grande Italo Calvino potete leggere anche l'approfondomento biografico Italo Calvino: un fiume di parole “incantate”, lungo -quasi- un secolo…

 

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