Premio Città di Calimera

Francesca M Postato da Francesca M in Eventi > concorsi e premi letterari
Questo evento, inserito nell'ambito di La lettura ti fa grande. Festival dei piccoli lettori, si è tenuto dal 17 dicembre 2010 al 18 dicembre 2010 presso Calimera (Lecce) (tutta la giornata).
L'evento...

Premio Città di Calimera

Nel calendario degli eventi de "La lettura ti fa grande", festival dei piccoli lettori ospitato a Calimera (Lecce) dal 16 al 19 dicembre, torna il Premio Città di Calimera, giunto quest’anno alla sua XI edizione.

Il Premio nasce con l’obiettivo di avvicinare bambini e ragazzi al mondo della lettura, e trasformerà gli studenti di quinta elementare e prima media della scuola di Calimera in giurati e “critici letterari” chiamati a esprimere il loro parere sulle opere degli autori in gara. Il vincitore si aggiudica un premio di mille euro, che ritirerà nella successiva edizione del Festival.

Gli scrittori in gara quest’anno sono Alessandro Gatti, Miriam Dubini, Massimo Polidoro, Pierdomenico Baccalario, Silvano Agosti e Andrea Salvatici, con opere che raccontano da varie prospettive il mondo dei bambini.

Gli autori presenteranno i loro volumi in una serie di incontri con il pubblico: si comincia nella mattinata di venerdì 17 dicembre, a partire dalle ore 9:30, per continuare poi nel pomeriggio, alle 17. Si bissa sabato 18, dalle 9:30 alle 10:30, e poi -presso il Nuovo Cinema Elio- alle ore 11.


Alessandro Gatti concorre con “Klincus corteccia e il fiore della luna” (Mondadori), secondo episodio della saga fantasy iniziata con “Klincus corteccia e la lacrima del drago”. Protagonista è Klincus, un bambino di dieci anni scappato in motoslitta dalla fabbrica in cui era stato rinchiuso e costretto a lavorare, per poi arrivare -a seguito di rocambolesche avventure durante una notturna tormenta di neve- a Frondosa, vera e propria metropoli vegetale nascosta nell’intrico del bosco e ignota agli uomini. Qui i grattacieli sono grandi alberi che si slanciano verso il cielo, le strade rami collegati da passerelle di corda e gli abitanti non misurano più di una spanna. C’è il Palazzo Reale con la regina e i membri del Gran Consiglio, ci sono locande, taverne, teatri, perfino la redazione del quotidiano cittadino “La Foglia”. Una volta deciso di restare con i suoi nuovi amici e di vivere con loro in un mondo basato sull’armonia fra le creature viventi, Klincus si ritroverà coinvolto in una serie di avventure che lo vedranno combattere al fianco dei frondosiani per difendere il bosco. In questo secondo episodio della saga, una seria minaccia incombe sulla città: il druido Homnius, amico di Frondosa e custode degli alberi, è stato rapito dai malvagi soldati di Umghard, intenzionati a scoprire dove crescono i preziosissimi fiori della luna.

Saga fantasy anche quella di Miriam Dubini, che in quest’edizione del Premio gareggia con “Leila Blue. La musica della luna” (Mondadori), il seguito di “Leila Blue. L’incanto della prima strega”. Leila ha undici anni e vive a Londra. Ancora non lo sa, ma lei è una strega, e non una qualsiasi, ma la “Senza Scheggia”, l’unica strega dal cuore puro. In questo secondo episodio la troviamo alle prese con l’apprendistato stregonesco, divisa tra lezioni di magia e tentativi di volo a cavallo di una scopa. A farle compagnia l’inseparabile Florian e una nuova compagna di avventure, Astra, che sogna di entrare nel mondo della musica. Leila la aiuterà a prepararsi per il provino con Joyce Q, la famosissima cantante che seleziona talenti in giro per il mondo.

L’ “indagatore di misteri” Massimo Polidoro ci presenta “Il complotto di Frankenstein”, volume che inaugura “La squadra dell’impossibile”, nuova collana per ragazzi edita da Piemme. Realtà e invenzione romanzesca si fondono in questa storia che comincia con una lettera, scritta su carta ingiallita e con inchiostro sbiadito, da un misterioso mittente che si firma M.K. e che affida la missiva a uno studio notarile londinese affinché la consegni, dopo un secolo dalla data di stesura, a un indirizzo italiano. Si tratta dell’indirizzo dell’autore di questo libro, che nell’introduzione si presenta così:

“Mi chiamo Massimo Polidoro e faccio un lavoro “insolito”: sono un indagatore di misteri. In altre parole, trascorro gran parte del mio tempo a girare il mondo alla ricerca di fatti strani e bizzarri, e a risolvere enigmi apparentemente senza soluzione. Nei miei viaggi ho incontrato i personaggi più incredibili: maghi, fachiri, veggenti, vampiri. Ho dormito in castelli stregati, partecipato a sedute spiritiche, camminato sui carboni ardenti e trascorso notti al cimitero a caccia di fuochi fatui. Devo confessare però che ogni volta sono riuscito a risolvere l’arcano”.

Più difficile sarà chiarire vicende accadute nella Londra di centotredici anni fa, storie scoperchiate proprio grazie alle indicazioni di M.K.,Max Keller, “l’uomo che sa” anche se i suoi occhi non vedono più. Lui è il primo mago vero in cui Polidoro si imbatte e guiderà i lettori e i suoi giovani compagni di viaggio -Omero, Amelia e il gruppo de “Il servizio segreto”- in un mondo fatto di passaggi segreti, tunnel neri come l’oceano di notte e codici da decifrare.

Un libro-matrioska quello di Pierdomenico Baccalario, “La bambina che leggeva libri” (Fanucci): sfogliandone le pagine, ci troviamo dentro molti altri libri, tanti quanti ce ne sono nella gigantesca biblioteca che la signora Geltrude fa fatica a mettere in ordine. Sugli scaffali si incontrano cavalli ribelli che non si fanno addomesticare, maghi intenti a preparare pozioni magiche, vampiri vaganti nei boschi e valorosi cavalieri senza nome. A “parlare” con loro, ad ascoltarne le storie, c’è una bambina che di storie è golosa e le mangia come frittelle: è la bambina che leggeva i libri. Meglio di chiunque altro lei conosce le strade di quell’intricato mondo di carta e aiuterà la signora Gertrude a non perdere la bussola. Sulla strada dell’instancabile lettrice anche un uomo che ama i libri tanto da volerli scrivere, un aspirante scrittore di storie indimenticabili che ha bisogno proprio di un editor dalla spontaneità infantile per comporre il suo capolavoro.

A un testo simbolo della letteratura per l’infanzia si ricollega “Il ritorno di Pinocchio” (Salani), di Silvano Agosti. Lo scrittore riprende la storia da dove Collodi l’aveva interrotta e ci presenta un Pinocchio bambino in carne ed ossa che una notte bussa alla finestra di una bambina per invitarla in un avventuroso viaggio di scoperta nel mondo degli adulti. Gli occhi dei due protagonisti -“portatori sani di creatività”, come tutti gli esseri umani, prima che intervengano le trappole della società (scuola, lavoro, famiglia) ad allontanarli da ciò che sono- ci svelano con semplicità il paradosso di un mondo -il nostro- fondato sull’esatto contrario del buon senso, un mondo in cui il benessere umano è ignorato e i bisogni più elementari -quelli della gioia, dell’amore, del gioco- repressi da un sistema che “ruolizza” l’unicità della persona e la chiude in una categoria: non più l’essere umano nella sua totalità, ma il marito, la moglie, il figlio, il medico, l’artista, lo scrittore, l’operaio. Il mondo che scoprono Pinocchio e la sua piccola amica è, purtroppo, il mondo reale, quello del quotidiano, l’opposto del paese fondato sul buon senso di cui Agosti parla in “Lettere dalla Kirghisia” (Rizzoli). “Il ritorno di Pinocchio” è una favola al contrario, una favola scritta dai bambini per gli adulti, per le persone cosiddette cresciute che -afferma lo scrittore in un'intervista - dovrebbero fare un bagno ristoratore nell’infanzia, per recuperare ciò di cui il vivere in società li ha privati: se stessi.

“Jacob. Il bambino di creta” (Einaudi) di Andrea Salvatici ci riporta in uno dei periodi più drammatici per la storia dell’Italia, dell’Europa e del mondo civile moderno: l’Olocausto. Lo scrittore racconta il male più infame, quello che si accanisce contro i bambini, e lo fa attraverso la storia di un maledetto viaggio che in una mattina dell’ottobre 1943 portò un gruppo di bambini romani verso un campo di sterminio da cui non avrebbero più fatto ritorno. Di quella storia c’è però un’altra versione, con il lieto fine delle favole e con i cattivi puniti come meritano: è la storia del bambino di creta Jacob, che si mette alla ricerca di Marco, partito anche lui da Roma in quella sfortunata mattina del ’43. Il libro nasce dalla raccolta in volume di un racconto a puntate apparso su "Il posto delle favole" , blog del Corriere della Sera che Salvatici cura da due anni.

Il programma completo della manifestazione è qui.


 


Evento organizzato da Comune di Calimera, Presidi del Libro, istituzioni ed enti culturali locali e pubblicato anche qui!

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