La ragazza che pensava all’amore con filosofia di Charlotte Greig

Il commento...

Questo è un piccolo gioiello della letteratura al femminile, come non ne leggevo da un po’ di anni.

Infatti, una storia nel ’68 potrebbe sembrare l’ennesima furbata, in grado di esercitare un facile fascino su qualsiasi lettore. Su di me per prima, dubbiosa sul fatto che avrei potuto leggere una storia banalotta, intrisa dei soliti clichées. Invece, con mia grande meraviglia e sollievo, devo riconoscere che Charlotte Greig riesce a sottrarsi alla retorica autocelebrativa di un’epoca.

Nonostante il titolo, non è però l’amore, il vero motore di (tant’è vero che nel titolo originale non è menzionato affatto). Infatti, il contesto storico di riferimento, con i suoi fermenti, fatti di contestazione, libertà sessuale e opposizione alle convenzioni sociali è solo una cornice ai tormenti interiori della protagonista, una studentessa .
Piuttosto a dominare in questo libro, è il bisogno esistenziale che appartiene alla libertà dello spirito, senza alcun compromesso.

Il vagabondaggio emotivo della giovane si traduce così in uno slancio vitale, che però, inevitabilmente, la farà affondare nelle complicazioni della realtà.

Questo libro si discosta dai canoni più abusati della contemporanea letteratura al femminile, troppo spesso ripiegata su madri o mogli frustrate, e si dimostra degno delle migliori pagine di Simone de Beauvoir. 

 

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