Appena ieri di Shemuel Yosef Agnon

Il commento...

“Appena ieri”
di Shmuel Yosef  Agnon


Acquista su laFeltrinelli/IBS/inMondadori

“Come costruire un mondo partendo dall'utopia e scontrandosi contro la dura realtà…”


fonte: palestine-studies.org

Questo potrebbe essere altrimenti il titolo di questo lavoro di Shmuel Yosef  Agnon, premio Nobel per la letteratura nel 1966 (in verità dimenticato troppo in fretta).

Isacco Kumer, il protagonista di questa storia, è un giovane idealista (in questo caso dobbiamo usare una parola “pericolosa” come sionista) che decide di abbandonare la terra natia, la Galizia per aiutare a costruire un mondo nuovo nella terra promessa, qui nel vero senso del termine.

Finisce così, dopo un lungo viaggio attraverso l'Europa, per imbarcarsi a Trieste alla volta di Giaffa (l'odierna Tel Aviv).

Ma al suo arrivo si accorge fin da subito che le promesse non sempre sono mantenute e che le le lettere di raccomandazione dei pomposi notai galiziani in realtà non valgono proprio nulla.


fonte: palestineremembered.com

Costretto così a cercarsi un lavoro in pagine che ricordano quelle di John Ernst Steinbeck (leggi un commento di “Uomini e topi”), rifiutato da una società che pensava ideale, ma che scopre essere “più umana dell'umano”, Isacco va incontro alla vita e a tutti i suoi elementi, a partire dalle delusioni per arrivare alla grande scoperta dell'amore, prima per la russa Sonia e poi per Shifra la figlia del Rabbino, fino all'incontro fatale con Balac, un cane randagio che pensa e sogna meglio di un uomo.

Agnon gioca spesso con la dualità in questo suo libro, l'amore infatti non è mai uno solo e corre ai suoi antipodi, esprimendosi sensualmente, per la colta ed emancipata Sonia, o in maniera più romantica, nelle pagine dedicate a Shifra.

Due sono anche le visioni del mondo qui proposte passando dall'utopia giovanile di Isacco per arrivare alla disillusione canina di Balac.

Se è vero che Abraham B. Yehoshua ha definito questo libro come “L'opera più significativa nella storia della letteratura ebraica del XX secolo” è altrettanto vero che “Appena ieri” (disponibile online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori) è un libro universale che forse troppe volte è stato trascurato per la peculiarità della sua storia.

Le vicende di Isacco in realtà sono il racconto della maturazione di un giovane che parte dai suoi sogni per costruirsi una sua vita e una sua identità ma pian piano, purtroppo li vede sgretolarsi innanzi a sé, e questo può succedere a Tel Aviv come a Milano.

Agnon ci propone questa sua visione del mondo con uno stile frammentato e frastagliato, forse volendo rendere il ritmo narrativo più simile alla travagliata storia del popolo d'Israele che altro, per poi cambiare marcia, condensando in maniera onirica nelle parole del cane Balac i pensieri di ogni uomo.
 


Shmuel Yosef  Agnon, “Appena ieri”
Disponibile online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori

 

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