Requiem. Incontro con Vittorino Andreoli

Francesca M Postato da Francesca M in Eventi > incontro con autori
Questo evento si è tenuto il 1 dicembre 2010 presso la Biblioteca Comunale Centrale, Palazzo Sormani, Via F. Sforza 7 (Milano), alle 18:00.
L'evento...

Requiem

Incontro con Vittorino Andreoli


Una società, la nostra, giunta a un bivio, e la necessità pressante di riflettere su una crisi che colpisce ogni aspetto del vivere quotidiano: l’occasione per parlarne sarà offerta mercoledì 1 dicembre presso la Biblioteca Comunale Centrale di Milano, dove Vittorino Andreoli presenterà al pubblico il suo ultimo libro, “Requiem”, edito da Rizzoli.


L’incontro avrà inizio alle ore 18, presso la Sala del Grechetto di Palazzo Sormani, sede della Biblioteca.
A dialogare con l’autore ci sarà Bruna Dell’Agnese


Tra i molti richiami letterari di cui si nutre questo romanzo di Andreoli, a saltare subito all’occhio è il parallelo con il Decameron di Boccaccio, rispetto al quale l’autore riprende la cornice narrativa, facendo incontrare sette persone -nell’opera del Boccaccio erano quattordici- in una villa isolata, un posto in cui si mette a frutto la lontananza dal mondo riflettendo sul mondo.  La scelta di recuperare questa cornice va al di là di semplici motivazioni di costruzione dell’intreccio narrativo e apre uno squarcio sulla dimensione tematica che Andreoli affronta nel romanzo: se gli antenati boccacciani a metà del 1300 scappavano da Firenze per evitare il contagio della peste, anche i protagonisti di Requiem vorrebbero -ma forse non possono- scampare a un contagio, che però non è un contagio del corpo, ma dello spirito, dello spirito collettivo di una società.


Gli invitati, accuratamente selezionati da un padrone di casa che non rivela la sua identità, sono personaggi che possono parlare la crisi spirituale, morale ed economica del nostro tempo da prospettive  profondamente diverse: incontriamo, dunque, un archeologo ossessionato dal passato, un’adolescente rabbiosa verso il futuro che le viene negato, un poeta che per salvarsi fa leva sulla forza delle parole, e, ancora, un filosofo, un generale, una psicoanalista e un prete. Ognuno di loro avrà a disposizione un giorno per esaminare alla luce della propria esperienza le radici di questa crisi totale e trovarne, se possibile, un senso.


C’è la giustizia ridotta a interesse, la democrazia che è solo una parola, ci sono il bene e il male che convivono e si confondono, c’è un mondo -quello di oggi- nero e spento.


Del resto, lo stesso Andreoli  parlando delle sue opere di narrativa afferma: “La mia è una letteratura del dolore poiché conosco prevalentemente la fatica e la sofferenza. Una letteratura che non aiuta certo l’evasione” (fonte: http://www.andreoli.rcslibri.it/presenta.php).


Psichiatra, saggista e romanziere, Vittorino Andreoli è un grande studioso e profondo conoscitore dell’uomo, della sua anima, dei suoi comportamenti, dei lati più torbidi della psiche. Il suo successo editoriale è legato soprattutto a opere di saggistica quali, solo per citarne alcune, “Un secolo di follia”, “Il lato oscuro”, “I miei matti”, “Dietro lo specchio”, “Alfabeto delle relazioni”, “Lettera a un adolescente”.

                              

Le storie difficili con cui lo psichiatra è entrato in contatto grazie alla sua professione vengono da lui raccontate anche in opere che si allontanano dalla saggistica, per approdare al linguaggio narrativo e alla trasfigurazione letteraria. Ricordiamo, tra queste, “Il matto inventato”, “I giardini della miseria”, “Capire il dolore”, “Fuga dal mondo”, “Racconti segreti”.

Dell’oscillazione tra scrittura scientifica e scrittura creativa, Andreoli dice: “[…] ora è del tutto chiarita la mia testa bifronte: da una parte la narrativa, dall'altra la saggistica” (fonte: http://www.andreoli.rcslibri.it/presenta.php ).

 

 


Evento organizzato da Comune di Milano, Unione Lettori Italiani e pubblicato anche qui!

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