Viva la vida! di Pino Cacucci

Il commento...

Pino Cacucci – Viva la vida!





Nel monologo di Pino Cacucci Frida Kahlo narra in prima persona la sua vita densa di passione e di tormento, la sua lotta contro la Pelona – la morte – iniziata da giovane quando riuscì a scamparle nel terribile incidente che la mutilò.
Una corsa con la morte che dura poco più di 50 pagine, dove non sono riuscita a ritrovare tutta la passione e l’intensità decantate nella quarta e che effettivamente hanno caratterizzato la vita della pittrice, ma che nel monologo vengono un po’ meno.
La donna racconta il dolore del corpo, la sofferenza della reclusione e dell’immobilità forzata, gli amanti, la sua terra – il Messico – e l’unico amore, quello per l’artista Diego Rivera (suo due-volte-marito!).

Frida Kahlo incarna la volontà, quella forza che, anche nei momenti più disperati, impedisce di farsi travolgere dalle disgrazie. Una donna la cui determinazione al giorno d’oggi ha molto da insegnare. 
L’autore è un profondo conoscitore del mondo ispano americano e ha già scritto molti libri ambientati in America latina, il più conosciuto è "Puerto Escondido", e nelle sue pagine riesce a trasmettere l’amore per questa cultura. Tuttavia si sente che questo testo è stato pensato per un progetto teatrale (uno spettacolo a quattro voci – Frida Kahlo, Diego, la sorella di Frida, Cristina, e Leon Trockij – propostogli dal musicista Andrea Centazzo) che poi però non venne realizzato, e quindi avrebbe probabilmente tutto un altro gusto se visto a teatro.




 

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