“Terroni”. Incontri con Pino Aprile

Francesca M Postato da Francesca M in Eventi > incontro con autori
Questo evento, inserito nell'ambito di “Città del Libro” a Campi Salentina, si è tenuto il 26 novembre 2010 presso Campi Salentina (Lecce), alle 11:00.
L'evento...

Terroni

Tutto quello che è stato fatto perchè gli Italiani del Sud diventassero "meridionali" 

Incontro con Pino Aprile

Il Risorgimento come forse non lo conoscete: alla Città del Libro di Campi Salentina (Lecce) venerdì 26 novembre arriva Pino Aprile con il suo “Terroni”, libro che racconta la verità non detta e spesso tradita su uno dei momenti più importanti della storia d’Italia.


L’autore incontrerà il pubblico in due appuntamenti in programma nella mattinata al quartiere fieristico di Campi Salentina, che ospita la manifestazione. Si comincia alle ore 11 in Sala Centro Servizi, per poi passare in Auditorium, alle 13. In entrambi gli incontri, a dialogare con l’autore ci sarà Roberto Guido.


 Pino Aprile apre questo volume -edito da Piemme - con un elenco di “Io non lo sapevo”, “Io ignoravo”, “Non volevo credere”, che gli serve per dire tutto lo sconcerto di una storia che è l’esatto opposto di quella che ci viene raccontata nei manuali scolastici. In questo elenco si parla dei soldati che arrivarono al Sud per unirlo al resto del Paese e portarlo nel progresso, e invece stuprarono le donne, praticarono la tortura e condannarono senza processo i “briganti” che si opponevano alla “liberazione”.

Il Sud, che lottava contro la violenza di quella che fu una vera e propria invasione, divenne il Sud “brigante”, e i meridionali briganti per definizione: “E, se bambini, briganti precoci; e se donne, brigantesse, o mogli, figlie di briganti; o consanguinei di briganti (fino al terzo grado di parentela); o persino solo paesani o sospetti tali”. Parole dure, confronti difficili da accettare: il paesaggio di quel Sud di metà ottocento  come il Kosovo, i Balcani, come le prigioni di Guantánamo e i campi di sterminio.


“Non volevo credere che i primi campi di concentramento e sterminio in Europa li istituirono gli italiani del Nord, per tormentare e farvi morire gli italiani del Sud, a migliaia, forse decine di migliaia (non si sa, perché li squagliavano nella calce), come nell’Unione Sovietica di Stalin”


Scopriamo allora che c’era un motivo -più d’uno- se un’intera popolazione decise di combattere per tenersi il suo “peggio” e il suo “inferno”, rifiutando il millantato paradiso in cui la si voleva trascinare a costo di terribili rappresaglie.


 Scopriamo che l’infernale Regno delle due Sicilie era in realtà, prima dell’attacco ad opera dell’altra parte dell’Italia, uno dei paesi più industrializzati al mondo.


 Scopriamo che il dislivello tra Nord e Sud, la “questione meridionale”, nasce dopo l’Unità d’Italia, e proprio a causa di questa: unito il Paese, si unificò il sistema fiscale e l’oro del Sud passò al Piemonte indebitato. “Quando si unificò la cassa -dice con una battuta Pino Aprile ai microfoni di un giornalista- a noi toccò quella da morto”.


Potrebbero apparire storie vecchie, queste. Ma non lo sono, soprattutto in tempi di reviviscenza leghista e di tentativi di attribuire i ritardi del Sud alla pigrizia, all’indolenza, a una genetica inferiorità della “razza” meridionale. Queste storie “non sono così vecchie da aver smesso di far male e produrre conseguenze: la storia di oggi è ancora quella di ieri. La nostra fu interrotta e si può riannodarla solo nel punto in cui venne spezzata. Non si può scegliere la ripartenza che più conviene”.

Il programma completo della manifestazione è consultabile qui.

 

 


Evento organizzato da Fondazione Città del Libro e organi istituzionali e pubblicato anche qui!

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