Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas

Il commento...

“Il conte di Montecristo”
di Alexandre Dumas


Su Amazon/laFeltrinelli/IBS/inMondadori

«Quegli solo che ha provato l’estremo dolore è atto a gustare la suprema felicità »

Consiglio a tutti di non farsi spaventare dalla mole del romanzo e di avventurarsi nella lettura de “Il conte di Montecristo” (numerose edizioni online su Amazon/laFeltrinelli/IBS/inMondadori) perchè è un romanzo che una volta iniziato è impossibile abbandonare.

Quella di Edmondo Dantés è una storia piena di colpi di scena, azione, sentimenti.

I molti dialoghi, poi, lo rendono particolarmente scorrevole e consentono di immergersi completamente nella storia (almeno questo è quello che mi è capitato!).

L’elemento centrale della vicenda è il desiderio di vendetta del protagonista verso i responsabili che l’hanno fatto imprigionare e che, senza di lui, sono diventati personaggi importanti della Francia ottocentesca. L’improvvisa ricchezza gli dà la possibilità di assumere una nuova identità (quella del conte di Montecristo appunto) e di progettare la rovina dei suoi nemici.

«Se qualcuno avesse fatto morire fra le torture inaudite, in mezzo a tormenti senza fine, vostro padre, vostra madre, la vostra donna, uno di questi esseri, insomma che quando vengono rapiti al nostro cuore lasciano un vuoto eterno e una piaga sempre sanguinosa, vi parrebbe sufficiente la riparazione accordatavi dalla società, sareste soddisfatti solo perché il ferro della ghigliottina è passato fra la base dell’occipite e i muscoli delle spalle dell’uccisore, e perché chi vi ha fatto patire anni di morali sofferente ha provato qualche secondo di dolore fisico?»

Da appassionata di storia ho molto appezzato l’ambientazione del romanzo, che offre un’interessante spaccato della società dell’Ottocento.

Quello che colpisce poi è l’estrema modernità di Montecristo, un uomo che usa il suo ingegno per ottenere gli obiettivi che si è prefissato, non senza provare rimorsi e tormento interiore.

«Gli uomini veramente generosi sono sempre pronti a diventare misericordiosi quando la disgrazia del loro nemico oltrepassa la loro collera»

Alla fine questo personaggio non è totalmente buono, come non è del tutto cattivo e ciò lo rende particolarmente umano, simile a noi.

«Non c’è alcuna speranza», rispose Faria, scuotendo la testa, «ma non importa. Dio vuole che l’uomo da lui creato e nel cuore del quale ha profondamente scolpito l’amore della vita, faccia tutto ciò che può per conservare questa esistenza, spesso penosa, ma sempre cara.»

Alexandre Dumas è uno di quegli autori classici capaci di raccontare cose serie senza sottovalutare l’aspetto di evasione e divertimento che il lettore deve ricavare -il fatto che si trattasse di un romanzo d’appendice probabilmente ha favorito questo aspetto- cosa che secondo me manca in autori a lui contemporanei.

«Io sono uno di questi esseri eccezionali; sì, monsieur, lo credo; fino a oggi nessun uomo si è trovato in circostanze simili alle mie»

Quindi non mi resta che dire...buona lettura a tutti!


Alexandre Dumas, “Il conte di Montecristo”

Disponibile online su:

- Amazon
- laFeltrinelli
- IBS
- inMondadori

 

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