Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez

Il commento...

Se Cent'anni di solitudine fosse stato scritto ieri e mi capitasse tra le mani oggi quello che immaginerei leggendo il titolo sarebbe la storia di un uomo, un soldato o un navigante, e delle sue fatiche alla conquista di chissà quale tesoro.

Sbagliato. Questo libro è tutt'altro e tanto altro.

E' anche la storia di una donna, Ursula, e i suoi "cent'anni torrenziali" come li definisce l’autore. Anni in cui è sposa, madre, nonna, bisnonna ma soprattutto donna. Cieca senza che nessuno se ne accorga, e lo stesso guida per generazioni di famiglie.

Ci insegna la differenza tra guardare e vedere. Vedere la verità oltre le umane menzogne. E di fronte alla verità la più sublime delle creature è solitudine che prova.

 

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  • andrelebrogge dice,

    La tua è una delle più belle penne del sito.
    Pensandoci, nell’accezione di entrambi i significati del lemma penna, sia come strumento di distribuzione più o meno casuale d’inchiostro sia come sinonimo di piuma.
    A presto.
    Andrea


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