Milano – Collezioni andata e ritorno di Ilaria Caprioglio

Il commento...

“Milano - Collezioni andata e ritorno”
di Ilaria Caprioglio


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“Ma osservandosi allo specchio, senza trucco e con i vestiti informi, non riusciva a vedervi riflessa una modella, bensì l’ombra di se stessa…” 

È senz'ombra di dubbio un'ardua impresa raccontare l'ambiente della moda a noi profani, a cui appare sempre estremo, corrotto o invidiabile, patinato o crudele, snobbato o sognato, che ci sembra di conoscere e poter sempre giudicare con malcelata ipocrisia e faciloneria.

Invece, a Virginia -protagonista di “Milano - Collezioni andata e ritorno” (disponibile online su IBS) e alter ego dell'autrice Ilaria Caprioglio- questo mondo così non appare, lei ci vive nel mezzo: un po' per caso forse; ma è solo attraverso la sua voce che tali dicotomie possono sciogliersi e che il vissuto riesce a prendere il (giusto) sopravvento.

Virginia, cocciuta e orgogliosa perfezionista che si trova catapultata, all'indomani della maturità e in balia del giudizio degli altri, al concorso indetto da Elle che le cambierà la vita. Virginia a Milano tra l'agenzia di modelle e un amore che si sgretola nell'assoluta immobilità; al residence di Monaco di Baviera, nella spirale della lotta col cibo; a Parigi tra le braccia di Edward e, infine, sul palcoscenico più importante.

Per rendere giustizia a questo romanzo è ingiusto scriverne semplicemente una trama, proprio perchè siamo troppo abituati a credere, presuntuosamente, che i risultati che vediamo nelle sfilate o sui giornali, tra storie di corruzione, droga e anoressia, esauriscano un mondo.

Le sfilate, i concorsi, gli amori, le crisi e le rivincite che potrebbero essere elencati forse non ci stupirebbero, anzi, ci apparirebbero quasi confermare il cliché delle bellissime ragazze problematiche che si nascondono dentro vestiti da sogno.
Ma quando si ha a che fare con il confine labilissimo tra vita e romanzo, si sente l'esigenza di avventurarcisi in punta di piedi
: riassumere una vita è sempre banalizzarla, raccontare una vita è trovarle un senso nuovo, per sé e per altri.

Ed è questo il merito fondamentale del romanzo e della sua veracità: un racconto urgente eppure che ha aspettato il suo tempo, la sua maturità per venirci incontro.

Un libro scritto, come specifica l'autrice, in quarta di copertina: “Per svelare alle ragazzine, che desiderano entrare nel mondo della moda, come prosegue la favola dopo che sono passati i titoli di coda dell'ennesimo concorso di bellezza”.

Perchè… come dice Virginia/Ilaria, verso il finale: «(…) allo stesso tempo voleva intravedere uno spiraglio nelle parole del sonetto shakespiriano: “Se non sei tu a voler cambiare la tua vita chi può farlo? E se non ora quando?”
E la domanda che si poneva continuamente era proprio quella: quando sarebbe riuscita a mettere un po’ d’ordine nella sua vita? Quando avrebbe raccolto la forza necessaria per ricominciare a vivere?»

L'autrice Ilaria Caprioglio, dopo aver conseguito la maturità scientifica, nel 1988 è stata finalista italiana, a Los Angeles, del concorso internazionale Super Model of the World e ha lavorato, fino al 1993, come modella per l'agenzia The Fashion model management a Milano, Ford a New York, Nova a Monaco di Baviera e Metropolitan a Parigi. Nel 1993 ha partecipato al Premio Universitario Europeo La Numero Uno indetto dalla C.E.E. e dalla Commissione Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, classificandosi fra le dieci finaliste. Si laurea nel 1996 in giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano.

Mamma di Jacopo, Edoardo e Vittoria -come ama dire: “i suoi più intransigenti datori di lavoro”- è avvocato tributarista, collabora sia con riviste culturali che culturali (come il “Circolo degli Inquieti”), ma dedica gran parte delle sue energie a iniziative di solidarietà e impegno sociale, per le quali ha scritto altri due libri: Gomitoli srotolati” (disponibile online su laFeltrinelli e IBS) e “Mi nutro di vita” (disponibile online su laFeltrinelli e IBS).


“Una passerella illuminata, sovraesposta.
Uno specchio magico riflette il proscenio e un fascio di luce, come il mare riflette il cielo e i raggi del sole.
Sul palco-cielo entra una ragazza alta, con folti capelli neri e ricci che le sfiorano le spalle e cerca con una mano di schermarsi gli occhi non ancora abituati alla luce; nel palco-mare invece c'è una bellissima donna seduta in silenzio, con un sorriso luminoso.
La ragazza si abitua alla luce, guarda in basso e si sente sollevata non appena vede il sorriso della donna, le fa un cenno col capo e la musica sembra arrivare da lontano...”

Come canta Paolo Conte

“L'alta moda è amabile, 
Qualche volta affabile, 
Siamo andati, che io penso a vendere, 
Roba da cannibali, però: 

Ancheggiamo mannequins fanatiche, 
Ancheggiamo, si sporgono e poi sbandano,
Come consuetudine e beatitudine, forse fuori margine, fiancheggiando un argine…”


Paolo Conte - “Non Sense”

 

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  • admin

    Gianni Celano Giannici dice,

    Mi piace come scrive Ilaria e son Felice di aver collaborato con la mia copertina per il suo ultimo libro. G. C. Giannici


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