Pisa Book Festival 2010

Elisa M Postato da Elisa M in Speciali > reportage
Questo reportage è relativo all'evento Pisa Book Festival
Il reportage...

Di seguito, la prima parte del resoconto su alcuni eventi e incontri, svolti nell'ambito del Pisa Book Festival 2010, nelle giornate di sabato 23 e domenica 24 ottobre.

Sabato 23 ottobre

Tradurre poesie e giochi di parole - Seminario sulla traduzione di Franco Nasi

In questa appassionante “lezione” di traduzione, Franco Nasi, docente di letteratura italiana a Chicago, noto traduttore di grandi poeti contemporanei, di illustrissimi del passato, tra cui Coleridge Wordsworth, e in particolare del poeta, musicista, "There you go son. Makes you smell like Roger McGough." - © Bill Stott www.billstott.freeuk.com (fonte: http://www.rogermcgough.org.uk/)sceneggiatore e scrittore per l’infanzia Roger McGough, ha illustrato al pubblico il lavoro fantasioso e complesso del traduttore, là dove tradurre significa, come ci ricorda Erri De Luca, trasportare (al proposito, vi ricordiamo il curioso episodio della traduzione in uzbeko del libro Oceanomare, raccontato da Baricco - vedi nostro reportage - n.d.r.).

 

Franco Nasi, docente di letteratura italiana a Chicago, noto traduttore di grandi poeti contemporaneiTradurre un testo, infatti, soprattutto quando si tratta di un testo in versi, significa smontarlo, ridurlo ai suoi elementi primari, e ricomporlo in una lingua diversa mantenendo non solo il messaggio originale dell’autore, ma il registro adatto per il pubblico a cui egli si rivolgeva.

Negli esempi presentati da Franco Nasi, dove ad essere tradotte sono le poesie per l’infanzia di Roger McGough, impariamo a conoscere i vincoli della traduzione: il ritmo, la rima, la musicalità del testo, i termini onomatopeici, le illustrazioni a cui il testo originale talvolta è legato.

Mantenere intatto questo complicato equilibrio, senza perdere la dimensione poetica e giocosa dei versi, certo non è semplice, ma può essere divertente addentrarsi in un mondo fiabesco e incantato, modificandone suoni e colori perché si adattino alla nostra lingua. In fondo, come ci insegnava il grande Gianni Rodari, la fantasia è un dono naturale dei bambini, con la quale essi trovano la risposta ad ogni domanda.

 


 

Briganti d’Italia - Michele Petrucci ed Ettore Cinnella intervistati da Pierluigi Vito

Quali ragioni avevano provocato il fenomeno del brigantaggio, che dalla metà del 1600 fino a dopo l’unità d’Italia si manifesta in prevalenza nelle regioni meridionali, ma comunque un po’ ovunque?

Entro certi limiti la risposta è molteplice: in genere, si dava alla macchia chi contestava e rifiutava l’avvento della modernità, ma anche chi era fedele al Re e contrario all’ingiustizia dilagante, o chi, giustamente, si opponeva alle vessazioni di un potere che fin d’allora cambiava colore ma non metodo, opprimendo comunque e sempre i più deboli.

Dopo l’Unità d’Italia, il carattere politico e sociale del brigantaggio si fa più intenso, trasformando i fuorilegge in eroi: infatti, il perdurare dello stato d’assedio, la politica repressiva, l’obbligo del servizio militare e la mancata restituzione delle terre demaniali ai legittimi proprietari, scatenano una serie di reazioni popolari più o meno violente.

Ettore Cinnella e Michele Petrucci intervistati da Pierluigi VitoSu ragioni e sentimenti dei briganti hanno discusso lo storico Ettore Cinnella, autore di Carmine Crocco, un brigante nella grande storia (Della Porta editore), e Michele Petrucci, graphic novelist, autore e illustratore di Banda Grossi (Tunuè editore), la storia romanzata del brigante Renzo Grossi. Due racconti simili e paralleli, la storia di due idealisti, tanto romantici quanto spietati, destinati alla sconfitta, ma sostenuti fino all’ultimo da un’irriducibile coerenza e convinzione nella loro scelta.


 

Accadde il primo giorno di settembre - Reading di Pavel Rankov

La letteratura slovacca conosce il suo periodo migliore dopo il 1912, con la fondazione della Repubblica Cecoslovacca, tenendo conto che la lingua slovacca stessa viene ufficialmente codificata solo nella seconda metà del 1800, sebbene vi siano stati tentative precedenti.

In seguito, la produzione letteraria slovacca subisce un lungo periodo di stasi durante le successive dittature, fascista e socialista, per riprendere in tempi recenti, dopo la scissione del territorio e la nascita della Repubblica Slovacca.

Attualmente, la Slovacchia conta almeno 2000 case editrici indipendenti, piccolissime ma estremamente attive, e vanta una vivace attività letteraria, soprattutto tra i giovani autori.

Pavel Rankov, scrittore slovaccoA testimoniare questo policromo mondo di scrittori, il suggestivo reading di Pavel Rankov, 46 anni, tra i maggiori esponenti della nuova letteratura slovacca. Le sue opere, ispirate sempre ad eventi reali, seguono percorsi alternati tra verità e finzione, addentrandosi spesso in atmosfere noir.

Il romanzo Stalo sa prvèho septembra (Accadde il primo di settembre), ritrae, nella storia dei tre protagonisti, un ebreo, un ceco e un ungherese, tutti innamorati della stessa ragazza, l’ambiente mitteleuropeo del Novecento, fino alla guerra e all’occupazione sovietica. Gli episodi accadono sempre il primo giorno di settembre, dal 1938 al 1968.

Unica nota di rammarico: sembra sia difficilissimo vedere tradotti in italiano i romanzi di Pavel Rankov, e degli altri autori slovacchi.


(il reportage segue con la 2a parte...)

Elisa M

(27 ottobre 2010)

© 2010 imieilibri.it

 

 

 

 


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