L’uomo di Montserrat di Dante Liano

Il commento...

Trovarsi ad inserire L'uomo di Montserrat all'interno di una categoria romanzesca è quanto di più difficile ci si possa trovare a dover fare. Dante Liano, infatti, è riuscito con questo romanzo a racchiudere in uno stesso libro il noir, il thriller, la denuncia politico-sociale e la parodia. 

Sarebbe, quindi, sbagliato e riduttivo considerare questo romanzo un semplice "giallo" da leggere magari sotto l'ombrellone per distrarsi durante le vacanze estive. Nonostante, infatti, la trama si apra con il ritrovamento di un cadavere per le strade di una città del Guatemala, il romanzo non è altro che un susseguirsi inesorabile di denuncia della situazione in cui si trovava la società guatemalteca degli anni 80 e 90. Una società ben nota all'autore che, nonostante risieda ormai da anni in Italia, non ha mai smesso di preoccuparsi del suo Paese natio e di tutte le sue tragedie. 

E così ne L'uomo di Montserrat ci troviamo a seguire le imprese di un detective che scopriremo essere ben diverso dai soliti detective a cui ci hanno abituato i romanzi gialli di tradizione anglosassone: nel mondo di Liano, infatti, il detective è la prima persona da sospettare e da considerare tutt'altro che integerrima e immune all'errore. 

Nonostante le tematiche, però, L'uomo di Montserrat non risulta mai pesante, anzi. Il linguaggio semplice e quotidiano di cui si serve l'autore fa sì che in questo modo il lettore venga coinvolto in un testo che presentandosi come romanzo riesce al tempo stesso a divertire, indignare ma soprattutto educare sui problemi di una nazione così lontana e al tempo stesso vicina a qualunque Paese si trovi a combattere con la corruzione delle alte sfere.

 

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