Animal factory di Edward Bunker

Il commento...
L'incipit con cui decido di iniziare è piuttosto forte, Bunker è uno stronzo, saprete poi il perché.
Animal factory, è stato il secondo libro che ho letto di lui (il primo è stato Cane mangia cane, del quale non credo scriverò mai una recensione, ma per malavoglia, intendiamoci, non perché non la meriti) e, sinceramente, alcune delle cose che ho poi riscontrato nel libro, ero già pronto ad aspettarmele.

La storia è ambientata nella prigione di San Quentin ed ha come protagonista un giovane di buona famiglia, Ron Decker, il quale ha come unica colpa quella di spacciare droga "come se avesse la licenza".
In effetti, rispetto alla maggior parte dei coinquilini del carcere, un tipo tranquillo. Almeno inizialmente.
L'amicizia che nasce con Earl Copen, l'uomo con le palle o il due di briscola (come vi pare), e la vita quotidiana da recluso, sono i basamenti dell'intera struttura del libro.

Qualcuno potrebbe tacciarmi di cialtroneria nel liquidare, una così spessa e catturante trama, con questi trafiletti appena parolati; a mia difesa scrivo, tuttavia, che più della trama, a essere ricco, è il contenuto nascosto in essa.

Quel che vi apparirà evidente, non appena intraprenderete la lettura, è che scisse dalla loro società di riferimento le regole ivi costruite cessano di valere, se non totalmente almeno parzialmente.
Società "sociale" (Vs) Società carceraria
Quindi, subito dopo, e forse sarà la cosa più inquietante cui far fronte quando uscirete da questa "fabbrica delle bestie", è che sarete talmente tanto coinvolti dalla narrazione e dalla vicenda, da farvi trascinare inconsciamente a parteggiare per il protagonista e gli altri "mostri" di cui si circonda, pur sapendo quanto turpi siano le loro azioni. Vi troverete, infatti, a sperare che la fine sia lieta e solo dopo vi renderete conto di fare il tifo per ciò che eticamente, nella vostra realtà, rappresenta il peggio, o almeno una delle sue forme.

Il relativismo stordente di Bunker è diabolicamente perfetto nella sua architettura, ed è questo che fa di lui uno stronzo.
Buona lettura e a presto.

Ps. Non avendolo ancora visto, non posso dire quanto valga la pena, ma di Animal factory esiste un omonimo film di Steve Buscemi (con niente popò di meno che: W.Defoe; E.Furlong; D.Trejo e M.Rourke) che, a quanto ho letto qua e là, pare essere abbastanza pregevole.

Pps. Questo secondo post scriptum corrisponde a un buono valido per una chicca cinematografica.
Prima che possiate spulciare Google, se volete sapere com'è fatto E. Bunker, guardatevi Le Iene (Reservoir dogs) di Q. Tarantino, Mr. Blue, è l'uomo che state cercando.

 

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