Alessandro Baricco “Super-Star” – Festa del racconto 2010

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Questo reportage è relativo all'evento festa del racconto 2010
Il reportage...

Festa del racconto 2010

Alessandro Baricco "Super-Star" (in dialogo con Dario Voltolini)


 

il numeroso pubblico presente all'incontro con BariccoAnnunciato come evento clou della giornata, in questo bel festival carpigiano, l’incontro con Alessandro Baricco, di fronte ad una piazza Garibaldi affollata da fans piuttosto convinti e -quasi tutti- adoranti, è stato un po’ diverso da quello più “caldo” -emozionalmente parlando- del mattino con Maurizio Maggiani (vedi altro nostro reportage).

Quello che avrebbe dovuto essere un “botta-e-risposta” con il pubblico, per ampissima parte si è svolto sulla base di domande -pare pervenute via mail- poste al celebratissimo scrittore dal suo compagno di “ventura” (a tutti gli effetti sono ex-compagni di università n.d.r.), Dario Voltolini, finendo per diventare una pseudo-intervista dal sapore -un pò vagamente- pilotato, e che ha innescato -in noi- una serie di interrogativi, che riproponiamo nel corso di questo reportage.

Alessandro Baricco in un momento dell'incontroInfatti, nel succedersi delle domande, un Baricco, apparso a tratti un po’ svogliato, ha esposto una serie di riflessioni non del tutto convincenti, e talvolta anche -a nostro parere- un pò contraddittorie.

Con la prima risposta (vedi anche video sottostante), Baricco chiarisce e afferma di sentirsi più a suo agio nel ruolo di scrittore prima di tutte le altre attività, che lo delineano forse più come un intellettuale a 360 gradi: dalla critica musicale, alla regia, alla sceneggiatura, all’insegnamento, ai romanzi, alla saggistica.

In effetti, conferma di essere un personaggio poliedrico, attivo in tutti i settori della cultura, ma poi -rispondendo ad altra domanda- ci dice che vorrebbe essere coinvolto solo in un contesto puramente letterario.

Lamentandosi un po’ di essere continuamente invitato a trasmissioni televisive - che egli comunque dichiara “degne”- dove pur di parlare dei suoi amati libri è “costretto” a vestirsi da intellettuale, ad assumere un ruolo di “impegno”, e a dover rispondere a domande di genere socialmente o politicamente più ampio.

Il che ci ha lasciato un po’ perplessi, ascoltando queste affermazioni dall’autore de “I barbari. Saggio sulla mutazione”.

Sogna -ci dice- una trasmissione unicamente incentrata sul prediletto mondo dei libri, dove -afferma- potrebbe ammettere la presenza, peraltro utile, di una critica negativa. Sebbene -rispondendo ad una successiva domanda- sembri non interrogarsi troppo sulle ragioni per cui i suoi romanzi l’abbiano ripetutamente, provocata. Sottolineando come, dopo i suoi primi “entusiasmanti” esordi, sia stata la critica -in certo modo- a sviluppare specifici “anticorpi” nei suoi confronti. Mentre magari qualcuno pensa, semplicemente, che da un certo punto in poi abbia semplicemente riproposto un medesimo schema letterario. E’ difficile capire se ritenga le proprie opere tra le migliori dell’editoria italiana, o se desidererebbe ottenere solo pareri positivi.

Successivamente, riguardo alle trasmissioni televisive di tendenza - nello specifico la domanda a lui rivolta faceva riferimento ai talent show - non ha espresso un chiaro parere favorevole o contrario. Baricco non si sbilancia apertamente, dicendoci se ritenga tali trasmissioni nazional-popolari culturalmente degradanti, o in qualche modo utili al raggiungimento del successo. Anche in questo caso, quindi, ci lascia un po’ dubbiosi, facendoci sorgere la domanda -che rimarrà inespressa- : sarà o no questo genere di programmi ad anestetizzare il pubblico, ad inondare i palinsesti televisivi e a non dare possibilità e spazio a trasmissioni culturalmente “alternative”, come la sua -ipotetica e- desideratissima trasmissione “100% libri”?

O forse il buon Baricco ha già in mente un bel talent show per giovani scrittori?

Infatti, uno dei pochi argomenti per i quali sembra accendersi il suo vivo entusiasmo è quando parla della sua scuola -nata come laboratorio sperimentale e che è ora divenuta una delle più prestigiose e “costose” scuole di scrittura creativa italiane- definita come una scuola di “narrazione”, in qualunque possibile campo “espressivo” e della comunicazione. Con orgoglio ci racconta dei tanti genitori che gli esprimono una speranzosa fiducia nell’assicurare il futuro dei propri figli nelle sue mani, aspettandosi di ritorno un “sicuro” successo, quasi fosse una vera e propria “fabbrica” di talenti. Al che ci ribalena in mente la domanda precedente.

Una cosa certamente condividiamo: nella sua esperienza di insegnante, Baricco afferma che “chi insegna deve prima di tutto essere in grado di comprendere”.

E sicuramente interessanti sono le brevi “tracce” che ci rivela al riguardo di alcune modalità di valutazione e selezione della sua scuola, basate anche sulla capacità di cogliere segni e dettagli comunicativi da alcuni video presi su YouTube.

Si passa poi ad una -lunga- domanda “critica”, al riguardo dello scenario editoriale italiano, fin troppo “inquinato” da pubblicazioni, spesso frutto di “studiate” operazioni editoriali, in cui -tra un’infinità di proposte- è sempre difficilissimo fare una selezione e, rispetto al quale -forse primi tra tutti- gli scrittori dovrebbero più pronunciarsi e contribuire ad evitare il diffondersi di una letteratura di scarsa o nulla qualità.

Su questo “delicato” argomento, Baricco dichiara -con grande “effetto” scenico- che “nessun libro brutto può distruggere un libro bello e nemmeno dieci possono…” (guarda il video al lato).

Ma noi - da semplici lettori quali siamo -concordiamo sul fatto che “l’abbondanza non deve spaventare”, ma -soprattutto- stiamo dalla parte di chi non si sente così positivamente “emozionato” a spendere -all’incirca- 150 euro (dati gli elevati prezzi medi) per comprare dieci libri e trovarne solo uno “buono”! Oppure -ci sorge il dubbio- la sua auspicata trasmissione “tutto-libri” ci sussurerebbe solo quanto sono “bravi e belli” tutti quanti?

Altrettanto ci è parso poco chiarificatore e un po’ intricato il seguito della risposta con la sua metafora “la libreria è come la metropolitana, dove c’è un po’ di tutto”, con la quale, ci rivela di ritenere -anzi- positiva e normale questa enorme varietà. Anche se ammette che preferirebbe confrontarsi con autori di ottimo livello, sui quali comunque preferisce non pronunciarsi, per evitare fiumane di polemiche.

Anche la presentazione di Save the story, la serie di riletture dei classici da parte di noti autori italiani dedicate ai lettori più giovani, non ha fornito ai presenti informazioni sufficientemente importanti per una valutazione dell’opera, compreso il costo. Argomento “costo” glissato con eleganza anche in un’altra diretta domanda.

Ad altra specifica domanda, da Baricco emerge che l’ipotesi della trasposizione cinematografica dei suoi romanzi sembrerebbe più una possibilità sperata che volutamente cercata. Egli afferma che, quasi mai, ha scritto un libro pensando ad un suo futuro adattamento, né quasi mai -dice- ha pensato alla possibile emozione indotta nei suoi possibili lettori. Salvo, una volta, pensando ad un -ipotetico- lettore del Perù! -E chi sa poi perché?!-

Anche la vicenda, di per sé curiosa e divertente, di Oceanomare tradotto in Uzbekistan (vedi video al lato), un paese dove, non esistendo il mare, hanno adattato e sostituito tutti i marinareschi sostantivi del suo libro con analoghi relativi al deserto, è apparsa narrata da Baricco in modo distaccato, non veramente coinvolto.

E’ abbastanza normale che i traduttori debbano ricostruire un testo inserendolo nel loro contesto culturale, oltre che linguistico, e questo talvolta può essere difficoltoso, ma ci è parso eccessivo ritenere -come afferma in un’altra riposta- che Emmaus -la sua ultima fatica letteraria- sia di difficile comprensione già fuori dal perimetro di Torino. In genere la lettura dovrebbe consentire, al contrario, di vedere e comprendere luoghi sconosciuti.

Insomma, nonostante il visibile entusiasmo del pubblico, il fondatore della Scuola Holden, ci ha lasciati abbastanza privi di risposte “concrete”.

Sostanzialmente, Alessandro Baricco ci è apparso molto diverso da quello che, anni fa, poteva accadere di incontrare nella sua libreria di Torino, disponibile ed “infervorato”.

Ciò non toglie certo merito ai suoi migliori romanzi, ma non è poi raro il caso in cui l’eccesso di popolarità di un autore in qualche modo ne freni, purtroppo per noi, quella passione e quell’entusiasmo che sono propri della scrittura.

Infatti, più che realmente deludente o disincantante, in quanto siamo già abituati all’estrema teatralità - con i suoi istrionici versi - acquisita dall’autore di Oceanomare, Seta e Novecento, fin dai tempi delle letture sceniche dell’Iliade, questo evento-show è parso un pò inadeguato per colui che si definisce, prima di tutto uno scrittore.

Insomma, un Baricco un po’ ammiccante e gran seduttore di platee, che dice tutto ma -a noi- lascia la sensazione di non dire -quasi- niente!

Magari, in una prossima occasione le domande le invieremo anche noi -prima- via mail!!

Elisa M

(e gocce di memoria di Claudio B)

(12 ottobre 2010)

Ringrazio, chi mi legge, e ringrazio Claudio per avermi permesso di essere presente a questi eventi. (Elisa M)

Ringrazio Elisa per questa preziosa collaborazione e per avermi permesso di “inquinare” un po’ il suo bello stile. Altrettanto ringraziamo sentitamente i disponibilissimi organizzatori e il gentilissimo staff della “festa del racconto”. Cui contiamo -senz’altro- di ritornare.

© 2010 imieilibri.it Arrivederci! (Claudio B.)

 


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