Senza limiti. Generazioni in fuga dal tempo di Ilaria Caprioglio

Il commento...

“Senza limiti”
Generazioni in fuga dal tempo
di Ilaria Caprioglio


su laFeltrinelli/IBS/inMondadori

“…il desiderio di sconfiggere le leggi dell’età, di confondere i confini, di godere di una reversibilità diuturna, di sognare un’eternità immune dalle rughe, dalla vecchiaia, dalla morte, apparve nei desideri degli uomini e delle donne già decine di secoli fa. Del resto, i miti altro non sono, come ben sappiamo, che la proiezione delle nostre voglie eccentriche, oggi non più riservate, segrete intime”

Si apre così, raccontando del mito di Iolao, di Narciso, di Tiresia, tratti da Le metamorfosi di Ovidio, il libro “Senza limiti. Generazioni in fuga dal tempo” di Ilaria Caprioglio (disponibile online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori), avvocato, ex fotomodella, fondatrice dell’Associazione “Mi nutro di vita”, mamma e donna impegnata nella lotta ai disturbi alimentari.

L’argomento è quanto mai attuale e scottante: l’analisi degli effetti dell’incalzante narcisismo sui giovani e sulle generazioni “over-anta”.

La scrittrice, partendo dalla sua esperienza di modella negli anni ‘80 (esperienza a cui ha dedicato il precedente “Milano - Collezioni andata e ritorno”, di cui potete leggere un commento -n.d.r.) e della sua vita nel mondo patinato della moda, analizza attraverso interviste con esperti e professionisti, citazioni colte e riflessioni personali come si sia modificata la società e, soprattutto, la visione dell’invecchiare e del trascorrere del tempo.

Viene tracciato uno spaccato lucido e  realistico di una parte della società odierna che, plagiata e ammaliata dalla possibilità di rimanere giovane e desiderabile, ricorre a interventi chirurgici, cosmetici e medici per mantenere l’aspetto e la prestanza di un giovane senza tempo.

Le immagini pubblicitarie, i servizi e  le riviste di moda, ci bombardano di foto di modelle perfette, di giovani e meno giovani che non sembrano distinguersi per il numero di primavere vissute, perché ormai sono stati oltrepassati o annullati quei limiti che distinguevano le madri dalle figlie, i padri dai figli e delineavano confini ben precisi tra le generazioni.

Ormai le aspettative di vita si sono così allungate che non vengono più accettate  l’imperfezione o la vecchiaia; le rughe ed un corpo che sfiorisce non vengono più percepite come elementi naturali, ma come qualcosa da rifiutare ed evitare con ogni mezzo.

La società dell’immagine, dell’apparire, della rincorsa al tempo ha invaso ogni settore, il conseguimento del risultato ottimale investe adulti ed adolescenti, che dovendo rispondere ad aspettative sempre più alte si sentono inadeguati e cadono nella rete dell’anoressia, bulimia, malati di dismorfofobia, hanno una visione distorta della realtà e, cosa ancora più grave, di se stessi e del proprio valore.

“Un momento in cui le incertezze dominano la  vita affettiva, mentre il futuro professionale appare lontano e confuso: solo il corpo viene percepito  come una proprietà di cui poter liberamente disporre, costruendosi una propria identità, per rendersi visibili e speciali”

L’autrice tratta dei disordini alimentari che investono ormai anche adulti, uomini e donne sopra i 40 anni, di fenomeni nuovi quali l’ortoressia, alimentazione basata solo su cibi presunti sani, vigoressia, eccessiva attività fisica, drunkoressia, digiuno forzato per poter bere maggiori quantità di drink….

Si assiste all’analisi della dimensione narcisistica che sfocia in un senso di grandiosità, esibizionismo, ricerca di ammirazione e potere, ma che rivela debolezza e vulnerabilità, alienazione e profonda difficoltà ad approcciarsi alla realtà.

Si analizzano le possibili origini di questi disturbi,che vanno ricercati nella famiglia e nelle sue dinamiche, nell’educazione e nei pericoli delle piattaforme virtuali in cui si intessono relazioni e incontri, nei siti che inneggiano alla magrezza ed alla perfezione fisica, nella facilità con cui ci si avvicina ai ’ritocchi’, al risultato facile che si può raggiungere senza fatica.

“Ma siamo veramente convinti che la possibilità di modificare il nostro corpo possa considerarsi una libertà e non sia, piuttosto, una nuova e sottile forma di schiavitù? La schiavitù estetica di doverci  rimodellare per non essere emarginati dall’odierna cultura del consenso.”

In questa schiavitù ci sono caduti anche gli over 60, che hanno creato un nuovo modo di non invecchiare, anzi di ringiovanire grazie a supporti farmacologi che assicurano prestazioni ed efficienza fisica  attraverso il viagra -“l’unica droga ricreativa legalmente prescrivibile”-, causa di divorzi in età avanzata, i cosiddetti grey divorces, ed il turismo sessuale, maschile e femminile.

In quest’analisi non manca una particolare attenzione alle modificazioni in questi ultimi anni dalla considerazione della sfera affettiva e dell’impoverimento del significato dell’atto amoroso e della percezione del sentimento.

“L’ennesimo segnale di come le attuali generazioni siano accomunate dalla frenesia del fare e dall’accumulare senza fermarsi mai, senza distinguere tra promozioni sul lavoro, viaggi, figli, gioielli, auto sportive, amori….tutto si consuma velocemente e altrettanto velocemente viene scartato nella corsa verso nuovi traguardi , nuovi progetti, nuovi oggetti di culto”

L’autrice sottolinea il pericolo in cui sta cadendo questo nuovo mondo, un pericolo mortale, perché l’anoressia è la seconda causa di morte tra i giovani, e richiama noi adulti a rivestire il nostro ruolo ed alla nostra responsabilità di genitori, capaci di impartire una sana educazione, fatta di limiti da rispettare e da porte da non varcare,  perché fondamentali  sono i confini da porre.

È necessario che gli adulti siano per i giovani modelli da emulare e rispettare non certo per l’aspetto fisico, ma per i valori che trasmettono, per la capacità di offrire gli strumenti adatti, validi e solidi, per affrontare e assaporare la ricchezza della vita,  ed esempi da seguire per diventare uomini e donne autonomi e forti.

“L’uomo ha sempre ambito all’eterna giovinezza, ma solo l’odierna società degli specchi ha scritturato l’aspetto esteriore come protagonista unico e indiscusso della commedia umana eliminando dalla rappresentazione qualsiasi qualità interiore”

L’essere se stessi a qualsiasi età, accettando  i propri limiti e difetti  dovrebbe essere l’obbiettivo primario e la conquista fondamentale per “diventare grandi” e maturi, per trasmettere ai nostri figli quali siano i valori fondamentali  che ci rendono persone vere e responsabili.

 

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