Il desiderio di essere come tutti di Francesco Piccolo

Il commento...

“Il desiderio di essere come tutti”
di Francesco Piccolo


Acquista su laFeltrinelli/IBS/inMondadori

“Il desiderio di essere come tutti”, così si intitola l’ultimo libro scritto da Francesco Piccolo, pubblicato per Einaudi (disponibile online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori).

La vicenda inizia con un bambino, che insieme a due amici, scavalca il muro della Reggia di Caserta e cambia il proprio punto di vista: è come se entrando di nascosto, se entrandoci da solo, quella Reggia appartenesse anche a lui, fosse diversa, più preziosa. D’improvviso acquista un significato nuovo. Con gli occhi di quel bambino guardiamo in faccia la scoperta della morte. La prima volta, ce n’è una per tutti, e spesso ci rimane in testa, in cui ci rendiamo conto di essere mortali, fragili, e non immuni a ciò che accade “al di fuori” della nostra casa.

Il primo vero contatto con il mondo esterno, con i fatti che accadono, il protagonista del romanzo lo vive quando sperimenta la paura di aver preso il colera, anche lui come gli altri, quelli che sono stati mandati all’ospedale e che molto probabilmente non ce la faranno. Fortunatamente non è malato per davvero, ma la sensazione che gli rimane dopo quella vicenda è quella di appartenere a qualcosa di più grande, qualcosa che fino a quel momento lui ancora non aveva sperimentato.

“A fine settembre la questione del colera era stata sostituita dalla questione del Cile, e ne traevano già delle conseguenze di grande sostanza nel nostro Paese: ho scoperto dopo che il segretario del Partito comunista italiano, Enrico Berlinguer, prendeva spunto da quei fatti per proporre una strategia politica che riteneva l’unica possibile. In pratica, succedeva all’Italia quello che cominciava a succedere a me: si potevano trarre insegnamenti dalle cose che accadevano da qualche altra parte …”

Quella di Francesco Piccolo si potrebbe anche definire una sorta di autobiografia, dove ad accadimenti strettamente personali vengono intrecciati fatti noti e rilevanti dell’Italia, accaduti negli ultimi cinquant’anni. Non solo il bambino, il ragazzo, infine l’uomo adulto, sono costretti a confrontarsi con questi fatti, ma Piccolo ce li racconta facendoli suoi, come se dal momento della faccenda del colera in avanti, alcuni fatti sconvolgenti per l’Italia siano stati sconvolgenti e indispensabili per la sua formazione. Emerge subito il punto chiave del discorso, che è anche il titolo del romanzo: il desiderio di essere come tutti. Di per sé questa espressione non significherebbe molto, essendo “tutti” un concetto troppo vago per risultare veritiero, ma lo scrittore riesce a farci comprendere a meraviglia, in più punti del libro, questa immagine di esclusione e al tempo stesso di ricerca di una propria identità. Lo fa non solo quando ci racconta di come, da bambino, il suo “tutti” inevitabilmente era la famiglia, e di quanto si sforzasse di assimilare i loro comportamenti e i loro pensieri, ma anche, ad esempio, quando ricorda, con gli occhi di ragazzo liceale, il rapimento Moro:

“Vedevo Elena con i compagni; e vedevano gli altri che scappavano insieme a me. Quanta diversità dal mondo a cui volevo appartenere, quanta somiglianza con tutto il resto del mondo a cui appartenevo, lo volessi o no. Sentivo dolori arrivare da tutte le parti, dalla parte di Moro, dalla parte di coloro che come me scappavano a casa, e dolore per non essere complice con quelli a cui volevo assomigliare, dolore per non aver pensato io stesso che era appena cominciata la rivoluzione, dolore invece per il fatto che la mia sensazione, ora che era cominciata, era di terrore, estraneità e vigliaccheria.”

La sostanza di questo splendido romanzo, infine, viene fuori insieme alla sensibilità dello scrittore stesso. Lui, che cerca una propria identità, in fondo, ci assomiglia. In fondo, parla di tutti noi. E così, in mezzo a fatti storici, calcistici, insieme alla storia politica degli ultimi cinquant’anni, è facile intravedere dove ci condurrà la narrazione. Il desiderio di essere come tutti non può che rivelarsi un desiderio sbagliato. Quella via, quella “strada opposta”, come la definisce Piccolo per se stesso, non è altro ciò che dovremmo strenuamente seguire, tutti i giorni, per sentirci davvero felici e, paradossalmente, per star bene con gli altri.

“Tanto valeva affrontare le cose dalla strada opposta: ammettere chi ero, da dove venivo, tutti i miei limiti; era questo il sollievo che avevo provato liberandomi dalla purezza, come se la tensione a essere come i miei simili, mi avesse debilitato, impegnando tutte le mie forze in uno sforzo gigantesco: e alla fine, non ci ero nemmeno riuscito. E’ meglio rendersene conto: se come si è, e come si dovrebbe essere, non riescono a coincidere, allora la sincerità è più fruttuosa del senso di giustizia.”

SilviaM

© 2014 imieilibri.it


Francesco Piccolo, “Il desiderio di essere come tutti” - Edito da Einaudi
Disponibile online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori

 

Ti piace questo post? Segnalalo ai tuoi amici...
o condividilo sul tuo Social Network...  
  • Share/Bookmark
Ti piace “imieilibri.it”? Faccelo sapere...
Sottoscrivi gli aggiornamenti de “imieilibri.it” su Facebook...

Scrivi la tua opinione su questo post...