Lei così amata di Melania Mazzucco

Il commento...

“Lei così amata”
di Melania Mazzucco


Acquista su laFeltrinelli/IBS/inMondadori

“Lei così tanto amata da trarre più lamento
da una sola lira che da donne in lutto;
da fare mondo dal lamento, dove tutto
era ancora una volta: bosco e valle,
sentiero e villaggio, campo e fiume e animale;
e intorno a questo mondo lamento,
come intorno all’altra terra, roetavano
un sole e un cielo silenzioso d’astri,
un cielo lamento dalle stelle sfigurate:
Lei così tanto amata”

(Rainer Maria Rilke)

Con “Lei così amata” (disponibile online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori) Melania Mazzucco trasfigura, in un libro a metà tra la biografia e il romanzo, l’avventurosa vita di Annemarie Schwarzenbach: la svizzera, nata a Zurigo nel 1908, è stata una delle figure più sconosciute -ma al contempo affascinanti- dello scorso secolo.

La carriera della Schwarzenbach si caratterizzò per una grande poliedricità: scrittrice, giornalista e fotografa, l’artista realizzò numerosi reportage e fu autrice di diversi romanzi, rimasti per lo più inediti sino alla sua morte.

Nonostante la fervida immaginazione ed un’ostinata caparbietà, la vita pubblica di Annemarie fu sempre marchiata dallo scandalo: la sua dipendenza dalla morfina e la dichiarata omosessualità divennero presto frecce che scoccarono di bocca in bocca, garantendole un ruolo di primissimo piano nel pettegolezzo dei maggiori “salotti buoni” europei.

Eppure sarà proprio quell’Europa -su cui grava il peso dell’incombente seconda guerra mondiale- da cui la Schwarzenbach fuggirà con tenacia: molti dei suoi racconti sono infatti ambientati in terre lontane come la Persia, l’Iran o perfino il Congo.

Tra città polverose, semi-sommerse dai granelli di sabbia, oppure umide ed afose, come quelle africane, la scrittrice tenterà di dipanare l’ingarbugliata matassa dei suoi rapporti familiari e d’amicizia: emergono allora, distanti come astri siderali, le figure della madre-amazzone Renee, dell’amica/amata Erika Mann, dell’amico/confessore Klaus Mann.

“E così, da quando era tornata in Europa, dopo tanti smarrimenti – risanata, o soltanto liberata- lei aveva ritrovato il nome che era sempre stato il suo: Annemarie”

Con queste poche righe, Melania Mazzucco riassume il significato del rientro della Schwarzenbach nel continente natio: un rimpatrio dal sapore agrodolce, arricchito sì dalle numerose esperienze vissute, ma al contempo consapevole di non aver sanato nessuna ferita.

Questa vita irregolare, piena di cesure, interruzioni e illuminazioni improvvise si concluderà, incredibilmente, proprio in un’anonima stradina della sua piccola e familiare Svizzera: a soli trentaquattro anni infatti, una banalissima caduta dalla bicicletta la condurrà, nel giro di pochi mesi, alla morte.

La sua produzione, letteraria e giornalistica, venne presto inghiottita dall’oblio; oggi, il nome di Annemarie Schwarzenbach suona ai più sconosciuto, i suoi testi sono difficilmente reperibili, come pure i numerosi reportage fotografici.

Riscoprire una vita così avventurosa e fragile, disturbata e coraggiosa, è perciò un’impresa affascinante per qualsiasi lettore che impugni il libro della Mazzucco: entrambe le penne sembrano infatti confluire, giocare a rincorrersi e sfidarsi sul piano dell’amore per la parola scritta, ossia ciò che lega queste due donne vissute sì in epoche diverse, ma accomunate da una profonda e vibrante empatia letteraria.

Caterina M

© 2014 imieilibri.it


Melania Mazzucco, “Lei così amata”
Edito da Einaudi, collana “Super ET”,  496p.; 14.00€
Disponibile online su:
- laFeltrinelli (-15%)
- IBS (-15%)
- inMondadori) (-30%)

 

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