Letture da “Delitto e castigo” – reportage

Il reportage...

Letture da “Delitto e castigo” - reportage

Di seguito il reportage del reading su Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij, tenutosi all'Auditorium Parco della Musica di Roma nell'ambito della stagione 2013-2014 del ciclo “Vi racconto un romanzo”.

“A volte l'uomo è straordinariamente, appassionatamente innamorato della sofferenza…” (Fëdor Dostoevskij)

Il 16 dicembre 2013 si è svolto il terzo appuntamento della rassegna “Dalla Russia con amore”, che vuol ripercorrere lo sviluppo della letteratura russa attraverso la rilettura di otto capolavori dei suoi autori più rappresentativi.

Tra queste pietre miliari, non poteva mancare uno dei romanzi più letti e tradotti nel mondo, il magnifico e terribile “Delitto e castigo” di Fëdor Dostoevskij (disponibile online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori).

L’interpretazione di alcuni brani, estrapolati dal testo, è stata affidata all’attore, scrittore e compositore Moni Ovadia.

Dostoevskij e il “gemello” Tolstoj possono considerarsi i dioscuri della letteratura russa, improntata agli ideali della patria, alle ragioni dell’uomo, all’istinto di libertà. Questi tre macro-concetti ricorrono spesso nelle loro opere, costituendo il denominatore comune sia della filosofia che li mosse, sia dell’intera produzione letteraria che concepirono.
I due autori rientrano perciò in quella categoria di artisti illuminati la cui lettura è, in qualche modo, necessaria; altrimenti, come suggerito da Valerio Magrelli (curatore della rassegna), “si vive una vita amputata”.

Dostoevskij nacque in un anno speciale, il 1821, che diede i natali anche ad un grande poeta quale Baudelaire ed un altro grande romanziere, Flaubert. Nonostante gli studi di carattere scientifico -intraprese infatti la carriera ingegneristica- rivelò presto un grande amore sia per la lettura, sia per la scrittura; la conoscenza profonda degli autori che lo avevano preceduto influenzò anche alcuni dei suoi testi: lo stesso “Delitto e castigo”, nel titolo, tradisce la conoscenza de “Dei delitti e delle pene”, celebre opera del giurista e letterato italiano Cesare Beccaria. Il debutto di Dostoevskij coincide con la pubblicazione di “Povera gente” (disponibile online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori) nel 1846; il successo fu clamoroso. Il realismo piacque molto al pubblico e lo scrittore fu celebrato come l’erede di Gogol. Del resto, lo stesso Dostoevskij aveva proclamato il celebre motto “Siamo tutti usciti dal cappotto di Gogol”; eppure, già nel suo secondo romanzo, “Il sosia” (disponibile online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori), egli ruppe bruscamente con la linea gogoliana concentrandosi sulla psicologia dei personaggi.

Questa profondità introspettiva si innestò anche le generazioni successive, non solamente russe: basti pensare al regista Bertolucci che girò “Partner” ispirato proprio da “Il sosia”.

Nel 1848, con l’avvento dello zar Nicola I ed il suo governo di polizia, Dostoevskij subisce -assieme a molti altri intellettuali- prima l’arresto, poi la condanna a morte. Qualche istante prima dell’esecuzione, l’ordine viene commutato nell’obbligo di sottostare ai lavori forzati; lo shock è però talmente forte che uno dei compagni impazzisce, mentre un altro incanutisce improvvisamente.

È in questo clima che matura la trama del catartico “Delitto e castigo”, tutto giocato sull’assassinio di una vecchia usuraia ad opera di un giovane studente.

La prima lettura di Moni Ovadia si è concentrata proprio su uno dei sogni premonitori del delitto: una piccola cavallina saura, vittima della violenza dei paesani, stramazza al suolo sotto la potenza dei colpi inferti. Questo è uno dei brani più decisivi per affermare la potenza dell’inconscio che andava maturando: basti pensare che Freud aveva dieci anni quando fu pubblicato “Delitto e castigo”.

Ma cos’è il delitto? Dostoevskij, mischiatosi prima con i criminali comuni nel corso della sua prigionia, poi inviato come soldato semplice in Cina, matura una personalissima visione: il delitto è la rottura del patto sociale. Si viene inoltre a delineare un’ulteriore considerazione, una divisione del genere umano in due grandi sottogruppi: gli uomini che possono (una sorta di superomismo insomma) contrapposti al gregge, a coloro che sono definiti “pidocchi”.

Questo feroce antagonismo esplode nella seconda lettura di un brano tratto dal romanzo: qui Sonya, prostituta cui è affidato il compito di aiutare il protagonista nella maturazione del delitto come isolamento dalla società, implora Raskolnikov di accettare le conseguenze del suo gesto. Del resto, il germe della separazione, dell’isolamento è insito già nel nome dell’assassino: Raskolnikov significa infatti “colui che separa”. Emerge perciò, con prepotenza, il nichilismo che caratterizzò la seconda metà dell’Ottocento in Russia, presto sfociante in azioni terroristiche in opposizione all’autocrazia dello zar: questo clima di forte tensione politica culminerà, nel 1881, con l’uccisione di Alessandro III.

La terza ed ultima lettura si è invece concentrata sugli aspetti più etici del romanzo, rappresentati dal serrato dialogo tra il giudice istruttore e l’assassino; siamo dinnanzi ad uno dei primi gialli, nonché ad una delle figure più archetipiche della letteratura (il giudice istruttore ha ispirato persino il celebre tenente Colombo della serie televisiva!). Nonostante non ci siano prove, Raskolnikov sa di dover espiare quanto commesso per poter iniziare una nuova vita, per riuscire ad allontanare gli spettri del passato, per riemergere dalla secca in cui si è incagliato.

Tre letture non sono certamente sufficienti per esplorare a fondo il complesso mondo di Dostoevskij e della Russia a cavallo tra Ottocento e Novecento; eppure, incontri come quelli proposti da Magrelli devono considerarsi degli ami indicatissimi per stimolare la curiosità degli spettatori.

Una volta lasciato il Teatro Studio dell’Auditorium, ognuno può approfondire gli aspetti che più l’hanno colpito, o (ri)cimentarsi nella lettura di uno dei libri più significativi mai concepiti.

Caterina M

© 2013 imieilibri.it

 


Ti piace questo post? Segnalalo ai tuoi amici...
o condividilo sul tuo Social Network...  
  • Share/Bookmark
Ti piace “imieilibri.it”? Faccelo sapere...
Sottoscrivi gli aggiornamenti de “imieilibri.it” su Facebook...

Scrivi la tua opinione su questo post...