La cena di Natale di Luca Bianchini

Il commento...

“La cena di Natale”
di Luca Bianchini

“Niente ti rende felice come il regalo di una persona che pensi non ti ami più…”

Ci sono regali che non si dimenticano e non perché particolarmente (non) azzeccati, ma perché sembra averteli fatti il destino.

Smeraldi pegni d'amore, il primo caffè insieme senza doversi nascondere dopo anni, un amore adolescente finalmente consumato di fretta in letti di altri, la consolatoria (quasi) normalità di una storia che guarisce dal senso di abbandono e, ancora, un aborto scampato e una piccola vita che sta per arrivare.

Ne “La cena di Natale”, Luca Bianchini sembra farne uno a ciascuno dei protagonisti di “Io che amo solo te” (leggi il commento al libro).

Un cenone improvvisato nel tempio degli Scagliusi, tra addobbi un po' troppo teatrali e deliziose  pietanze a prova di Bimby, è infatti il momento migliore per ritrovare Ninella, don Mimì e la first Lady, Chiara e Damiano, Nancy e Orlando e gli altri (un po' surreali) personaggi del piccolo mondo di Polignano a Mare.

Che direzioni ha regalato il tempo alle loro vite? Forse quelle sperate, ora che quasi tutti -pure l'espressionista Nancy, il cui colorato dramma adolescenziale, tra prime volte e sms mai arrivati, sembra sintomo inconfondibile della genetica attrazione tutta al femminile verso storie impossibili- sembrano aver trovato la giusta metà del cielo. Quasi tutti, perché Ninella e don Mimì, dopo il desiderato e indimenticabile amarcord che, proprio mentre i rispettivi figli decidevano di dirsi sì per sempre, li aveva riportati indietro di vent'anni quando ancora tutto era possibile, hanno dovuto arrendersi al presente.

Se l'ineluttabile destino delle scelte li ha voluti consuoceri, infatti, le responsabilità da assumere ora riguardano la felicità (anche) degli altri. E se questo significa sacrificarsi, accontentarsi di una quotidianità da non poter dividere?
Pazienza, ché la forza del loro amore è stata da sempre l'attesa devota e fedele, l'antica arte di sapersi aspettare, la passione travolgente capace di saziarsi di uno sguardo, una stretta di mano, un abbraccio troppo caloroso per dei semplici auguri.

“Era una notte senza tempo e con poche speranze, che se li sarebbe portati via se solo avesse avuto un angolo dove nasconderli. Invece non avevano angoli ma solo paura che qualcuno li vedesse. Il freddo li aiutò a toglierli dall'imbarazzo, e i fiocchi resero i loro baci particolarmente caldi. Era ripreso a nevicare. Ninella lo baciava soprattutto per non pensare: sapeva di essere dentro il sogno e non voleva svegliarsi. Tutti i baci dati con calma, in fondo, assomigliano ai sogni.”

Attorno a loro un microcosmo troppo affollato, proprio come solo certe cene di famiglia durante le Feste riescono ad essere, di esistenze problematicamente semplici, intente a tirarsi fuori dai guai (o, paradossalmente, crearseli?). E se non c'è momento migliore del Natale perché le tensioni scoppino, le relazioni implodano, le incomprensioni si ingigantiscono fino a diventare insormontabili, neanche gli Scagliusi (e parenti) sembrano davvero immuni al vago isterismo delle feste. Un piccolo (e un po' ridicolo) giallo con i sospetti tutti nella stessa stanza, sembra far calare, infatti, il mal celato buon senso e, complice la brilla lucidità regalata dal vino, tutti sono finalmente un po' più liberi di dire cosa davvero pensano degli altri. L'happy ending? Moderato: se vecchi rancori e insanabili gelosie sono dure a morire,  un po' nello spirito buonista del Natale, alla fine della tempesta almeno per una notte, la "notte degli abbracci", si è tutti un po' più uniti.

“...ma Natale è un momento così esasperato che la scala delle emozioni sembra avere una gerarchia diversa. Come se tutti, in quel periodo, impazzissero un po'...”

Una Polignano a Mare inaspettatamente imbiancata dalla neve, completa l'atmosfera sognante e festaiola del secondo capitolo di "Io che amo solo te" -interrotta soltanto dall'inevitabile intralcio che comporta a casalinghe con cenone e pranzo da preparare e ritardatari alla ricerca degli ultimi regali.

Il risultato? Una "Cena di Natale" veloce, a tratti sfuggente, proprio come le Feste che sembrano non passare mai e poi finiscono troppo presto, e in fieri tanto che non risulta difficile immaginarne sviluppi (anche editoriali) futuri.

ViDa

© 2013-2014 imieilibri.it


Di seguito vi offriamo anche il video della “Recensione Muta” realizzata da Eduardo Varcasia, fondatore del gruppo facebook LIBRI CHE PASSIONE!.
Buona lettura e buona “visione”!


Luca Bianchini, “La cena di Natale” - Mondadori, 183p.; €12.00 - Disponibile online su: laFeltrinelli (-15%), IBS (-15%) inMondadori (-15%)

Di Luca Bianchini vi consigliamo anche la lettura di “Io che amo solo te”

 

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