Il posto dove vivo di Olga Fantò

Il commento...

“Ognuno cambia il mondo come può, con quello che ha a disposizione. C'è chi ha più potere e può smuovere grandi masse; c'è chi, invece, non ha molti mezzi, e può cambiare a detta sua, poco. Ma non è poco. Se riesci a far mutare parere anche solo a una persona in tutta la vita, allora sarà una vittoria inestimabile. Non pensare a ciò che non puoi fare, bensì a quello che puoi. Un unico individuo sarà un successo, non solo per te, ma per tutti. Anche se non compi imprese titaniche nella tua vita, hai coraggio da vendere, perché ci vuole coraggio per vivere una vita”

Ecco una citazione dall'eBook “Il posto dove vivo”, proprio queste parole esprimono al meglio ciò che sta alla base del romanzo: alcuni amori, così come le famiglie generate da essi, devono mostrare agli altri che non hanno nulla di diverso.

E sono proprio le parole di una delle protagoniste del libro: la bella Virginia, sofisticata pubblicitaria che farà perdere la testa a Livia: l'architetto cinico e divertente. 

Due persone che, grazie al loro amore, costruiranno una splendida famiglia completata dall'arrivo di una figlia: Lavinia. 

Un nucleo d'amore che non sarà mai riconosciuto dalla legge. 

Una vita passata senza poter suggellare il proprio amore; certo, non servono riconoscimenti per rendere un amore autentico, ma perché io non posso celebrare il mio amore? Perché?

Ma dopo anni insieme, il loro incantevole microcosmo, a seguito di un evento tragico, sarà messo a dura prova soprattutto dalla mancanza di leggi e diritti atti a proteggere e tutelare la le famiglie con genitori omosessuali.

Sembra una crudeltà inaudita, impossibile da perpetuare, vero? Eppure, dove vivo io, si può strappare così la figlia alla propria madre, ma cosa peggiore, si può strappare la madre alla figlia. Sì, c'è una grande differenza: preferisco soffrire mille volte io piuttosto che veder soffrire lei.
Sarebbe bastata una legge che tutelasse la nostra famiglia. La bambina e io eravamo una famiglia al pari di tutte le altre. Stavano distruggendo una famiglia, strappando il cuore dal petto a una madre; rendendo infelice una bimba innocente.
Nel posto dove vivo non ci sono leggi per questo. Sembra che non servano, che non ve ne sia necessità, che sia tutto superfluo. Dunque, perché mai qualcuno dovrebbe preoccuparsi della felicità della mia bambina?

Ora invece, è per bocca di Livia che si entra direttamente negli aspetti che il romanzo analizza. La mancanza del diritto di essere la madre della propria figlia, la figlia che si è cresciuta e si è amata. L'impossibilità di proteggere la propria bambina perché ritenuta non tua. 

Non avevo niente dalla mia per tenere Lavi. In questo Stato sono solo un'estranea agli occhi della legge. La Legge, quella che è fatta per proteggere i buoni dai cattivi, gli onesti dai rei.
Io ero un'estranea che non aveva legami di sangue con quella creatura; ci legava solo l'amore, che non serviva come dimostrazione in tribunale. Un legame d'amore vero che trascendeva il biologico, non era considerato importante.
Quanti genitori si vedono sottrarre i figli con facilità e noncuranza.
L'amore non può essere annacquato così

Il posto dove vivo si conclude con le riflessioni di una Livia ormai nonna, amata e rispettata da tutti quelli che l'hanno conosciuta. 

Pur affrontando aspetti seri e delicati, il libro risulta essere un divertente e scorrevole viaggio della durata di quasi mezzo secolo; numerosi personaggi spensierati e allegri attraversano la vita delle protagoniste e animano le tre generazioni che coesistono all'interno della storia.

Non si può aggiungere molto altro, “Il posto dove vivo” può essere spiegato solo leggendolo! 

“Il posto dove vivo”
eBook online su Kindle Store, lafeltrinelli.it 

 

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