Una grande avventura di teatro. Il Franco Parenti nelle pagine del Corriere della Sera di Magda Poli

Il commento...

“Una grande avventura di teatro”
Il Franco Parenti nelle pagine del Corriere della Sera
di Magda Poli

“Questa esile ragazza sarà la Strehler degli anni '80” scriveva profeticamente Giuseppina Manin sul Corriere della Sera del 9 gennaio 1978, parlando di Andrèe Ruth Shammah, nata a Milano, da padre siriano, studi a Parigi, scuola di mimo Lecoq, scuola d'arte drammatica del Piccolo Teatro e aiuto regista. All'età di 22 anni è  già regista stabile del Teatro Salone Pier Lombardo, da lei fondato nel 1972, insieme al grande attore e compagno di vita Franco Parenti, e inaugurato il 10 gennaio del 1973 con l'Ambleto di Giovanni Testori, scene e costumi di Gianmaurizio Fercioni e musiche di Fiorenzo Carpi.

E nulla fu come prima. In quella Milano degli anni '70, minata dalla paura per l'avvento delle Brigate Rosse, scossa dalle grandi rivendicazioni sociali, dai  rapimenti, dalle battaglie per i diritti civili, come il divorzio, arrivano quelli della Cooperativa Salone Pier Lombardo, poi Teatro Franco Parenti, indomiti, fiduciosi che il loro linguaggio -di totale rottura con il passato- sarà foriero di successo, come è avvenuto, raggiungendo un pubblico giovane.


fonte: archivio Teatro Franco Parenti ©

Già la scelta del luogo ove sorge il Teatro è dirompente, nel vecchio cinema Continental, 800 posti, quasi in periferia allora, rispetto al Piccolo Teatro di via Rovello, dal quale provengono sia Parenti sia Shammah. Una scommessa, un rischio consapevoli, destinati a colmare quel vuoto di speranza e anelito del nuovo, proprio di quegli anni bui.


fonte: archivio Teatro Franco Parenti ©

E i protagonisti del Parenti sono sempre personaggi spogliati di ogni retorica nel linguaggio -come nei costumi, fatti a volte di stracci- in un continuo sberleffo per l'arroganza e l'ambiguità del potere. La parola è regina nel teatro povero della Shammah, ove prevalgono le “regie della rinuncia” improntate ad una forte lucidità.

Acquista su laFeltrinelli - IBS
Magda Poli, giornalista e critica del Corriere della Sera dal 1987, grazie alla fonte primaria degli Archivi del Corriere, ripercorre in una grande narrazione l'avventura di quel Teatro, e suddivide la sua storia nelle quattro decadi, evidenziando il grande senso civile e la capacità di rinnovare la sua magia nell'arco di 40 anni, perseguendo sempre nuovi filoni di ricerca. Il risultato di questo lavoro è raccolto nel volume “Una grande avventura di teatro” (edito da Rizzoli, nella collana “Il Corriere racconta”; disponibile online su laFeltrinelli e IBS)

La singolarità del testo della Poli sta nel fatto che a fronte delle varie produzioni che si sono susseguite nel tempo, fanno da controcanto i relativi articoli critici dei grandi intellettuali e commentatori teatrali del Corriere, da Bo a Severino, da De Monticelli a Nascimbeni, da Raboni a Magris, da Sotis, Pansa, Schiavi a Battista.

E così, in una sorte di passo a due, tra regia e critica, scorre sotto i nostri occhi la storia di Milano, rivissuta, nella prima decade degli anni '70, nella trilogia di Testori, il citato Ambleto; il Macbetto, l'Edipus, opere che fanno sussultare i benpensanti e l'Arialda che incapperà nella censura. E poi l'opera comica la Betia del Ruzzante, in una alternanza vitale tra tragico e comico. E Molière, Nestroy, Wadekind, e la contaminazione Cechov-Feydeau, con una superba Lucilla Morlacchi. Obiettivo della compagnia è sempre la lotta al potere e alla società borghese, analizzati con “uno sguardo corsaro improntato al realismo lombardo”.

Negli anni '80 si realizzano grandi progetti come M.A.F.I.E, per allertare le coscienza, “Processo alla Cultura”, nell'86-87 il primo “Festival della Cultura ebraica”, “Milano ore 23”.

Originalità e sperimentazione sono le linee guida, come l'estensione del palcoscenico alla platea. Uno sconosciuto Crozza fa capolino in un opera del giovane Sansone, poi ancora Testori con i Promessi Sposi rivisitato. Nell'84-86 il compromesso storico con il Piccolo Teatro e Parenti vi torna a recitare. E poi “La grande magia” di Eduardo de Filippo, che Ruth non abbandonerà più e Goldoni e il petroso Alfieri.

Già dai dati, riportati nel testo, dei primi 20 anni di attività, culminati nella perdita irrimediabile di Franco Parenti nel 1989, si capisce che il Teatro Parenti è diventato il polo culturale interdisciplinare più importante della città.

Gli anni '90 saranno incentrati sulla città di Milano, ferita da Tangentopoli. Ed ecco Gadda, Buzzati e ancora Testori. E “La vita è sogno”, rivisitato da Franco Loi.

E nel 2002 il grande balzo. Il teatro inizia una radicale ristrutturazione e diventa multisala, grazie ad una formidabile sinergia realizzata tra pubblico e privato da una ragazza indomita quale è Ruth Shammah, fino all'ambizioso progetto attuale di  una piscina accanto al teatro.


fonte: archivio Teatro Franco Parenti ©

Impossibile raccontare ancora, bisogna leggere la Poli, ma la vitalità del Franco Parenti è sotto gli occhi di tutti, e oggi è una vera Cittadella della cultura.

Marilena Poletti Pasero


Le immagini del presente post sono dei rispettivi autori e proprietari e sono state selezionate a cura della redazione de “imieilibri.it”

 

Ti piace questo post? Segnalalo ai tuoi amici...
o condividilo sul tuo Social Network...  
  • Share/Bookmark
Ti piace “imieilibri.it”? Faccelo sapere...
Sottoscrivi gli aggiornamenti de “imieilibri.it” su Facebook...

Scrivi la tua opinione su questo post...