Pellegrina e straniera di Marguerite Yourcenar

Il commento...

“Pellegrina e straniera”
di Marguerite Yourcenar

“Pittori o poeti hanno tutti bisogno d'un grande paese, quello dei loro sogni. I loro poemi e i loro quadri sono le relazioni di viaggio, i disegni, gli schizzi degli esploratori” (Marguerite Yourcenar)

Acquista su laFeltrinelli - IBS
“Pellegrina e straniera” è una raccolta di saggi (disponibile online su laFeltrinelli e IBS) di Marguerite Yourcenar, che abbraccia scritti elaborati in periodi e luoghi diversi dall’autrice, ed è imperniata su diversi spunti raccolti ora viaggiando, ora osservando un quadro, ora rileggendo qualche episodio mitologico.

Tra le terre più fertili di memoria e passato, si annoverano certo la Grecia e l’Italia, da sempre negli interessi della Yourcenar: proprio agli antichi dei dell’Olimpo o alla tradizionale messa in scena dei pupi siciliani la scrittrice dedica pagine vibranti di emozione e partecipazione; il tempo andato, inghiottito dai secoli successivi, fa capolino con garbo e delicatezza negli episodi narrati.


fonte: operadeipupi.com

Nel tratteggiare perciò quanto colpisce la sua vivace curiosità, si sofferma -tra gli altri- su aspetti inquietanti della mitologia come quello di Orfeo, il mitico cantore disceso negli Inferi nel vano tentativo di strappare l’amata Euridice dal regno delle ombre; oppure, i suoi occhi indugiano su un dipinto tanto famoso come “L’isola dei morti” di Böcklin (persino Hitler volle acquistarlo!), cristallina rappresentazione di un trapasso verso una terra cupa e immaginaria.


Arnold Böcklin, “L’isola dei morti”

Il fil rouge di ogni singolo capitolo è racchiuso nel titolo del volume: “pellegrina” e “straniera” non sono infatti solo due status ben noti all’autrice, ma concetti-chiave per l’interpretazione del libro, metafore di qualità necessarie per mettersi in cammino: la devozione del pellegrino, infatti, congiunta alla curiosità e al desiderio di conoscenza dello straniero, invitano il lettore a viaggi consapevoli e attenti.

L’indicazione della Yourcenar è quasi metodologica dunque; senza queste accortezze, si rischia solo di percorrere chilometri, non di accumulare esperienza.

Ben sintetizzando tematiche importanti (viaggio, altro, doppio, mediazione e traduzione), la ricerca della scrittrice di “sfuggire, per poco che sia, all’ossessione delle frontiere” stimola una riflessione sulle possibilità di gettare ponti tra culture diverse e sulla necessità di creare un potente tavolo di confronto con una patria che ognuno di noi dovrebbe percepire svincolata dai confini nazionali.

La vastità degli interessi di Marguerite Yourcenar, in grado di spaziare dalla letteratura all’arte, dalla scienza alla teologia, costituiscono infine il monito più importante e il lascito più prezioso: aprirsi alla sana voglia di conoscenza, senza restrizioni di campi, è un bell’esempio in controtendenza per una fase storica come la nostra, tutta tesa a privilegiare gradi di super-specializzazione in un solo settore…
come recitava il film “Jules e Jim”, “l’avvenire è dei curiosi di professione”.

Caterina M

© 2013 imieilibri.it

 

Ti piace questo post? Segnalalo ai tuoi amici...
o condividilo sul tuo Social Network...  
  • Share/Bookmark
Ti piace “imieilibri.it”? Faccelo sapere...
Sottoscrivi gli aggiornamenti de “imieilibri.it” su Facebook...

Scrivi la tua opinione su questo post...