L’uccello che girava le viti del mondo di Haruki Murakami

Il commento...

“L'uccello che girava le viti del mondo”
di Haruki Murakami


Acquista su laFeltrinelli/IBS/inMondadori

“Ogni avvenimento è nello stesso tempo semplice e complicato. Questa è la legge fondamentale che regola il mondo. Non bisogna mai dimenticarlo…”

In un sobborgo di Tokyo, un uomo, andando alla ricerca del proprio gatto, si addentra in una via abbandonata che racchiude storie e luoghi in cui si perde e si ritrova, in cui entra in contatto con strani personaggi e che lo porteranno alla scoperta di se stesso, della propria vita e gli sveleranno segreti che neppure pensava di esplorare.

Come spesso accade nei libri di Murakami i personaggi si incontrano per caso, le storie sembrano scorrere l'una parallelamente all'altra senza alcun collegamento, per poi incontrarsi, intrecciarsi e unirsi verso il fine comune che è far scoprire al protagonista il vero sè; fargli “unire” quei puntini sparsi nella sua vita, per portarlo a vita nuova e ad un nuovo equilibrio.

Ne “L'uccello che girava le viti del mondo” (disponibile online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori) la storia si svolge su quel limite sottile che distingue il sogno dalla realtà, il pensato dall'agito, la dimensione onirica -ove tutto può succedere- da quella concreta, e la -sua- magia sta nel saper passare da un piano all'altro con estrema facilità e naturalezza. 
In ogni vicenda c'è un dolore da affrontare, una domanda cui rispondere, un'emozione e una passione in cui ognuno di noi può riflettersi: l'amore condiviso, il tradimento, l'abbandono, la complicità di un'amicizia, l'ascolto empatico di una storia, il mistero di un trauma e di una chiusura al mondo, la scoperta di un proprio talento: la vita di ciascun personaggio ha qualcosa da svelarci della nostra stessa storia e del nostro sentire.

Leggere è vivere attraverso le parole, le descrizioni accurate, i vaneggiamenti… il mondo intricato e affascinante che abita ogni anima palpitante.

“Anche nelle vicende che sembrano complicate, e in pratica lo sono, il movente è molto semplice. Tutto dipende da ciò che desideriamo, non c'è altro. Il movente si trova alle radici del desiderio, quindi ciò che conta è trovare le radici… scavare indefinitamente… fino all'estremità di quelle radici”

Murakami usa un linguaggio scorrevole e semplice, che cattura, ti tiene in ostaggio e ti affascina finchè la narrazione non arriva all'ultima frase e da lì vorresti ricominciare da capo.

Ti tiene per mano e ti accompagna nel suo mondo… che diventa il tuo.

 

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