Balzac e la piccola sarta cinese di Dai Sijie

Il commento...

“Balzac e la piccola sarta cinese”
di Dai Sijie

“È tempo di farvi sentire il rumore di sei fiammiferi accesi in una notte d’inverno” (Dai Sijie)

La prima opera di Dai Sijie, “Balzac e la piccola sarta cinese” (disponibile online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori) trasporta il lettore nella remota montagna di Phenix, nella provincia cinese del Sichuan; i due ragazzi protagonisti, il Narratore e Luo, vivono e subiscono la Rivoluzione culturale rilanciata dalla politica di Mao Zedong nel 1966.

La rieducazione dei figli dei “nemici del popolo”, come vengono considerati i due diciassettenni, è dura e difficile: i lavori di fatica, il buio spettrale della miniera, gli scomodi giacigli non possono tuttavia cancellare la precedente formazione; la leggera musica del violino, lo scorrere della pellicola dei film e soprattutto la letteratura rendono il piccolo Narratore e Luo impermeabili all’abbrutimento e all’ignoranza.

La letteratura però, specie sotto rivoluzioni e dittature, è sempre argomento spinoso: bisogna decidere quali siano gli autori e i libri accettati, distinguerli da testi potenzialmente sovversivi, epurare qualsiasi idea ritenuta nociva e dannosa.

La causa scatenante di questi processi è da ricercarsi proprio in un aforisma dell’autore citato dal titolo del romanzo, Honoré de Balzac:

“Gli uomini rudi hanno solo sentimenti; quelli civilizzati non hanno solo sentimenti, ma anche delle idee…”

Sono proprio i testi occidentali infatti, nella cornice della rivoluzione culturale cinese, ad essere tacciati di bieca moralità; considerati un pericolo per l’indottrinamento delle masse, spariscono da qualsiasi circuito librario: possederli equivale a commettere un crimine politico.

Eppure i due ragazzi sono irresistibilmente attratti da quello scrigno di vicende, amori, lotte e guerre proibite: riescono ad impossessarsi di qualche volume e lo divorano di notte, scambiandosi idee e riflessioni.

Ecco allora che la turbolenta prigionia e l’ancora più spettacolare fuga dalla prigione del Conte di Montecristo rivive, di bocca in bocca, nei racconti dei giovani: trasformando la vicenda, arricchendola di nuovi particolari, il Narratore e Luo reinterpretano secondo una secolare tradizione orale i protagonisti della letteratura occidentale, scegliendo di volta in volta i loro eroi preferiti.

Tra questi, prediligono in particolare le creature di Balzac, il principale artefice del romanzo francese del XIX secolo; una passione bruciante e coinvolgente, che i due trasmettono anche alla terza protagonista del racconto di Dai Sijie, la piccola sarta cinese: ragazzina di poca cultura ma ricca di bellezza e fascino, la sarta viene gradualmente iniziata alla meravigliosa Parigi della metà Ottocento, alla soleggiata Italia, alle azzurre coste del Mediterraneo, scoprendo culture -e valori- nuovi e davvero “rivoluzionari”.

Le conseguenze del processo di progressivo avvicinamento a realtà differenti non tarderanno a giungere, in un finale di storia dall’incantevole sapore agrodolce…

Caterina M

© 2013-2014 imieilibri.it


Dai Sijie, “Balzac e la piccola sarta cinese”  

Disponibile online su:

- laFeltrinelli
- IBS
- inMondadori

 

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