L’Uomo duplicato di Josè Saramago

Il commento...

“L’uomo duplicato”
di José Saramago


Acquista su laFeltrinelli.it/IBS/inMondadori

“Estranei siamo tutti, perfino noi che ci troviamo qui, A chi ti riferisci, A te e a me, al tuo senso comune e a te stesso, ci incontriamo di rado per chiacchierare, qualche pomeriggio ogni tanto, e, se vogliamo essere sinceri, ben poche volte ne è valsa la pena, Per colpa mia, Anche per colpa mia, siamo costretti per natura o condizione a seguire cammini paralleli, ma la distanza che ci separa, o ci divide, è talmente grande che nella maggior parte dei casi non ci sentiamo neppure.”

“L’uomo duplicato”, romanzo di José Saramago scritto nel 2002 (disponibile online su laFeltrinelli.it/IBS/inMondadori), racconta la vicenda di un giovane insegnante alle prese con la singolare scoperta dell’esistenza di un suo doppio; il professore fa il possibile per rintracciare l’altro, l’attore, con il quale instaura un difficile rapporto, molto conflittuale e competitivo.


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Due vite, condotte fino a un certo momento in modo parallelo, subiranno un bel giorno un cambiamento: il loro incontro segnerà definitivamente il destino dei due protagonisti.

In un andirivieni di telefonate, incontri a sorpresa e combinati, si dipana una trama macchinosa, a tratti inquietante, fatta di sotterfugi, di bugie e cose non dette, ma con un finale abbastanza inaspettato che lascia aperte diverse possibilità per l’ipotetico seguito della storia.

“La vita reale ci sembra sempre più parca di coincidenza che non il romanzo e altri tipi di narrativa, a meno di non ammettere che il principio della coincidenza è l’autentico e unico reggitore del mondo, e in tal caso altrettanto dovrebbe valere quello che si vive e quello che si scrive, e viceversa.”

La tematica del “doppio”, usata da molti autori in letteratura -come Pirandello e Kafka, per citarne alcuni- si presenta in Saramago in maniera diversa; non vi sono, in questo caso, infatti, un originale e il suo alter-ego, bensì due uomini identici, che non rappresentano uno la parte positiva e uno quella negativa, come in Stevenson o in Wilde.

I due personaggi, Tertuliano Máximo Afonso, l’insegnante di storia, e António Claro, l’attore, uguali nell’aspetto, hanno entrambi una loro specifica personalità e un carattere ben delineato che li differenzia chiaramente l’uno dall’altro. Anche le figure femminili, seppur marginali, risultano personaggi complessi, molto incisivi e con ruoli determinanti, come la moglie dell’attore, la fidanzata dell’insegnante e la sua anziana madre.

Tutta la narrazione è permeata da una sorta di malinconia, di mestizia che via via si trasforma in inadeguatezza alla vita, inquietudine.

“a volte ci domandiamo perchè la felicità abbia tardato tanto ad arrivare, perchè non sia venuta prima, ma se ci spunta davanti all’improvviso, come in questo caso, quando ormai non l’aspettavamo, allora è molto probabile che non sappiamo che farcene, e non è tanto questione di scelta fra il ridere e il piangere, è la segreta angoscia di pensare che forse non riusciamo a esserne all’altezza…”

La scrittura semplice e lineare, ma, nello stesso tempo, arguta di Saramago (Premio Nobel per la Letteratura nel 1998) riesce a coinvolgere il lettore e, come se dovesse farsi in un certo qual modo arbitro tra i due protagonisti, lo rende complice.

Citando, ancora, le parole del libro:

“Probabilmente anche leggere è una maniera di esserci…”


José Saramago, “L’uomo duplicato”

Disponibile online su:
- laFeltrinelli.it
- IBS
- inMondadori

È anche possibile visualizzare una anteprima del libro su Google Books.

 

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