Lo scaffale infinito di Andrea Kerbaker

Il commento...

“Lo scaffale infinito”
di Andrea Kerbaker


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“Fondare biblioteche è ancora un po’ come costruire granai pubblici: ammassare riserve contro l’inverno dello spirito”
(M. Yourcenar)

La citazione di Marguerite Yourcenar racchiude con equilibrata laconicità lo scopo principale di qualsiasi raccolta libraria: conservare un bene prezioso, il libro, per difendersi da una povertà interiore ancor più spaventosa di quella materiale.

Una biblioteca si configura allora non solo come uno scrigno polveroso di migliaia di pagine, ma come una risorsa viva e stimolante, capace di opporsi a qualsiasi ignoranza e volgarità.

“Lo scaffale infinito” di Andrea Kerbaker, bibliofilo appassionato, ripercorre circa sei secoli nel tentativo di ricostruire una biblioteca immaginaria, ideale ma non per questo meno reale: numerosissimi personaggi si sono infatti affannati, incalzati dalle lancette di un invisibile orologio, nell’allestire un progetto sempre più innovativo di raccolta e catalogazione, gestione e fruizione di un patrimonio di testi in continua evoluzione.

Senza alcun tipo di barriera spazio/temporale, il racconto di questa faticosissima costruzione, tanto solida nelle sue fondamenta quanto soggetta ai più mutevoli capricci del destino (basti pensare a quante biblioteche sono andate, per circostanze diverse, distrutte dal fuoco o dall’acqua, dagli eventi bellici, dall’incuria…) incontra alcuni pilastri della letteratura mondiale, come Francesco Petrarca, e personaggi più in ombra, tra cui spiccano le curiose personalità di Hernando Colòn -meglio noto come unico figlio illegittimo di Cristoforo Colombo- e Monaldo Leopardi, padre del più celebre Giacomo, il poeta di Recanati.

Tutte queste figure sono accomunate da uno spasmodico e quasi maniacale amore per la carta stampata; per quanto una tale passione possa procurargli sofferenza (come al Petrarca non ancora incoronato sommo poeta, spettatore impotente del rogo dei suoi libri: il padre, esasperato e timoroso che tutte quelle letture lo distraessero dallo studio della giurisprudenza, si decise infatti a ridurli in cenere) smettere di collezionare volumi è impossibile.

Tra cardinali facoltosi e potentissimi come Mazzarino o Federigo Borromeo, attraversando l’Europa rinascimentale e la Russia degli zar, dove spicca la figura di Caterina II, Kerbaker colleziona personaggi più o meno noti orchestrandoli in una sorta di album di famiglia.

L’excursus tra lussuosissime sale di lettura e ammuffiti scaffali di rigattieri si chiude con l’emblematico Umberto Eco, uno degli autori più proficui del nostro secolo, vessillo di quell’eclettismo che aveva spinto anche un altro grande intellettuale del Novecento, l’argentino Jorge Luis Borges, a parlare di “biblioteca universale”.
 
Una biblioteca di tutti e per tutti quindi, consapevole di crescere su se stessa, erede delle passate esperienze; un tesoro di carta, specchio delle civiltà che, susseguendosi, sono state in grado di produrlo
.

Sfogliando le pagine a ritroso nel tempo, infatti, non è difficile cogliere i frangenti storici che hanno determinato la nascita di capolavori e opere meno note: addentrarsi in questo viaggio significa ripercorrere l’intera vicenda di un’umanità che ha ben presto scoperto l’esigenza di autorappresentarsi mediante la parola scritta su pergamena, su carta, manoscritta o stampata, autografa o in milioni di esemplari.

Insomma, se uno scrittore illuminato come Borges aveva persino immaginato “il paradiso sotto forma di una Biblioteca” (al proposito potete leggere il precedente approfondimento Nel “labirinto” di Jorge Luis Borges), grazie a questo brioso viaggio dal Medioevo sino ai nostri giorni se ne deduce che un pezzetto di questo angolo di cielo è ben radicato anche qui, nelle innumerevoli, antichissime biblioteche che germogliano in ogni Paese.

Caterina M

© 2013 imieilibri.it


Andrea Kerbaker, “Lo scaffale infinito” disponibile online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori

 

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