In viaggio con Erodoto di Ryszard Kapuscinski

Il commento...

“In viaggio con Erodoto”
di Ryszard Kapuscinski


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“Il viaggio più lungo è il viaggio interiore” (Dag Hammarskjöld)

Ryszard Kapuscinski, nato a Pinsk, in Polonia Orientale (odierna Bierlorussia), lavorò come corrispondente estero della PAP -un’agenzia di stampa polacca- fino al 1981. Le sue testimonianze, raccolte in questa raccolta di inediti retroscena, compongono così un pittoresco e multiforme quadro, riassumibile in una frase dello stesso autore: “Solo in viaggio un reporter si sente con se stesso e a casa propria”.

La sua biografia inizia, in una sorta di battesimo iniziatico, tra i banchi di scuola; in uno scenario postbellico, dove scarsi erano i mezzi e le stesse insegnanti scettiche nella possibilità di istruire quegli adolescenti dagli abiti rattoppati e i volti da contadini.

“A quel tempo per noi la letteratura era tutto. Vi cercavamo la forza di vivere, le direzioni da prendere, la rivelazione”… i libri affascinano però il giovane Ryszard, deciso ad intraprendere la carriera giornalistica.

Appena laureato, lo seguiamo prima in India e poi in Cina; senza conoscere nulla di questi Paesi, senza parlarne la lingua o conoscendone gli usi, il giovane polacco si avvicina all’affascinante misticismo indiano con la stessa passione con cui si accosta alla Grande Muraglia. Tra le Upanisad (canti filosofici caratteristici della filosofia orientale) ed il taoismo fervente di Chuang-Tzu, Kapuscinski impara a mescolarsi con realtà tanto distanti quanto ricche di simbolismi e significati.

Il racconto si snoda proseguendo con gli spostamenti nell’assolata e travagliata Africa, distrutta e lacerata da sanguinosi conflitti interni, Egitto, Iran, dove le meraviglie degli antichi popoli stridono con l’assoluta povertà riscontrabile in molti angoli delle città.

“Da secoli gli uomini sono attratti dall’aura di mistero che ha sempre circondato questo continente (…) E tutti, naturalmente, nutrivano l’ambizione di provare le proprie forze, di scoprire e svelare quell’enigmatico qualcosa”.

La spinta al viaggio di Kapuscinski risiede certo in questo passaggio estrapolato dal libro, ma non solo; come egli stesso ammette, il suo è un migrare indotto da un irrefrenabile bisogno di “varcare la frontiera”.

Una frontiera non solo fisica, non riducibile ad una serie di timbri sul passaporto; il sottile limite individuato dal reporter è anche interiore.
Oltrepassarlo significa dunque valicare gli ostacoli, fisici e mentali, che si frappongono ad una scoperta che non è mai nozionistica
: conoscere per Kapuscinski è sinonimo di integrazione e dialogo con le culture con cui si entra in contatto
.

In quest’impresa di interpretazione e giudizio di una realtà così vasta, il giornalista polacco è accompagnato da un vero e proprio livre de chevet, da un testo-guida -sorta di Bibbia per viaggiatori- da leggere e rileggere in attesa di nuovi spunti: le Storie di Erodoto.

L’autore greco ha difatti compreso ed abbracciato, nella stesura della sua monumentale opera, sia il microcosmo delle passioni umane (si vedano le storie di Ciro o Cambise ad esempio) sia quelle del macrocosmo storico (tra tutte, le Guerre Persiane e la derivata indipendenza delle piccole poleis greche, ribellatesi al giogo orientale).

Erodoto, in un mondo senza internet, giornali o aerei, è stato il primo reporter della storia: raccogliendo informazioni verosimili, ricercando con immensa curiosità i meccanismi alla base di ogni avvenimento, organizzando in modo sistematico i dati, ha difatti anticipato le più moderne tecniche giornalistiche.

Inoltre, sottoponendo i risultati delle sue peregrinazioni a continui dubbi e sollecitazioni, mantenendo le necessarie riserve (giuste nel riportare storie riferite da altri e non vissute in prima persona), Erodoto costruisce un’impalcatura di antichi “reportage” con incredibile perizia e attenta analisi critica.

Il diario di viaggio di Kapuscinski, alternato a passi tratti da Erodoto, accompagna dunque il lettore in un cammino in bilico tra spazio geografico e tempo: dall’Atene del V secolo alle folle di dimostranti di Teheran, questo bel racconto, condividendo stile ed intenti dell’antico cronografo greco, insegna quanto un “viaggiatore globale” debba sempre lasciarsi trasportare da curiosità e capacità di ascolto.

Altrimenti, come affermato dallo stesso Kapuscinski, la Storia sarebbe: “il risultato di una mancanza di riflessione” e -ancora- “(…) il frutto bastardo della stupidità umana, parto dello smarrimento, dell'idiozia e della pazzia”.

Caterina M

© 2013-2014 imieilibri.it


Ryszard Kapuscinski, “In viaggio con Erodoto” - Disponibile online su laFeltrinelli /IBS/inMondadori

 

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