Aspettando lo “Strega”… i libri della “cinquina”

L'evento...

Aspettando lo “Strega”…
a brindare ne resterà solo uno!

“I premi letterari sono una crudeltà. Soprattutto per chi non li vince”

Ci sono “Amici della domenica” che, invece che vedersi per il consueto aperitivo, decidono quelli che saranno, probabilmente, i libri meglio venduti e meglio piazzati in classifica dei mesi a seguire. Sono i giurati del Premio Strega, lo storico premio letterario di Casa Bellonci che, ormai da più di sessant'anni, premia il narratore italiano dell'anno.
Tra di loro giornalisti, scrittori, artisti, critici, gente di cultura che, fin da quella primavera del '44 quando tutto ebbe inizio, si ritrovarono “uniti nella partecipazione di un tema doloroso nel presente e incerto nel futuro”, come ricorda Maria Bellonci.

E' dai loro quattrocento voti che, anche quest'anno come di consueto, è venuta fuori la cinquina di finalisti. A contendersi l'ambito riconoscimento, tradizionalmente legato al Liquore Strega -binomio che ha nel tempo rafforzato l'idea dell'impegno e la sensibilità culturale di una delle storiche aziende del italian food- alcuni dei migliori protagonisti della narrativa italiana contemporanea, che sono (nell’ordine di classifica di accesso alla finale): Alessandro Perissinotto, Walter Siti, Romana Petri, Paolo Di Paolo e Simona Sparaco.

Vediamo, in veloce successione, una breve presentazione degli autori (in ordine alfabetico) e delle opere approdate all’assegnazione del Premio Strega 2013.

Paolo Di Paolo - già considerato l'outsider di questa edizione dello Strega, arriva con un libro “Mandami tanta vita” (edito da Feltrinelli; disponibile su laFeltrinelli.it e IBS) in cui, come ha scritto Panorama, è forte l'eco “tabucchiana” dell'idea di un'esistenza che mischia i destini come le carte di un mazzo. Un passo indietro al tempo del fascismo, la storia di due ragazzi e la loro vita unita da un filo indissolubile, la possibilità di riappropriarsi della lentezza, dei tempi morti, anche nelle relazioni, come quelli in cui si riuscivano ancora a scrivere e, soprattutto, ad aspettare le lettere (sul libro potete leggere una bella recensione).

Alessandro Perissinotto - dopo essersi cimentato, negli anni, in romanzi che per temi e atmosfere ricordavano il genere poliziesco, in “Le colpe dei padri” (edito da Piemme; disponibile su laFeltrinelli.it e IBS), approda ad un romanzo che è, per sua stessa ammissione, “una storia sul passato che ritorna e sulle lezioni che non abbiamo imparato”. Sfondo la Torino degli anni Trenta, quella del sogno industriale italiano e del miracolo della Fiat, su cui si intrecciano i fili intricati della vita privata del protagonista. Un lungo viaggio in cui memoria personale e collettiva si fondono, generando nel lettore quei Flash-Bulb, come li chiama l'autore, ricordi di situazioni non vissute in prima persona, ma di cui ci sentiamo emotivamente parte.

Romana Petri - un'incursione nella più classica delle tradizioni letterarie, quella della saga familiare e, insieme, un viaggio dritto al cuore della crisi della figura paterna e della famiglia tradizionale quella che la scrittrice fa in “Figli dello stesso padre” (edito da Longanesi; disponibile su laFeltrinelli.it e IBS).
Elio e Germano, infatti, vivono due vite parallele, completamente diverse e destinate a non incontrarsi mai, non fosse per l'eredità pesante di un padre condiviso a loro insaputa.

Walter Siti - dal suo occhio (neo)realista arriva in “Resistere non serve a niente” (edito da Rizzoli; disponibile su laFeltrinelli.it e IBS) un'istantanea del volto umano e quotidiano di quel mondo spietato e corrotto della finanza e delle banche, raccontato nei suoi aspetti cronacistici da tantissimi libri-indagine. Attraverso le dis-avventure di Tommaso, “matematico mancato e giocoliere della finanza” entriamo, infatti, dritto nel cuore di un mondo deformato dai soldi e dal mito del potere, fatto di privilegi, consumi di lusso e olgettine ma, anche, di tanta solitudine.

Simona Sparaco - non ha paura di varcare territori scomodi e in parte tabù “Nessuno sa di noi” (edito da Giunti; disponibile su laFeltrinelli.it e IBS). Una coppia, gli svariati tentativi di avere un figlio, finalmente la gravidanza tanto desiderata e, poi, il dramma di un aborto terapeutico. Terapeutico esattamente come può esserlo la scrittura: non è un caso che Luce, la protagonista femminile del romanzo, riesca a passare dal senso di colpa che la porta a chiedere all'ecografista “è stata colpa mia?”, alla completa elaborazione del lutto, solo rielaborando a parole quello che le è successo

In attesa della proclamazione ufficiale, che avverà il prossimo giovedì 4 luglio nella splendida cornice del Ninfeo di Villa Giulia, corrono già le voci sui possibili vincitori. 

Secondo i “ben informati”, i favoriti sarebbero, infatti, Alessandro Perissinotto e Walter Siti che, nella scorsa votazione, hanno ricevuto il maggior numero di voti degli Amici della Domenica.

Ma chissà se -anche quest'anno- il Premio Strega non riserverà inaspettate “sorprese”.

ViDa

© 2013 imieilibri.it

 


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