Franca Rame Project: “Li denunceremo domani”

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Questo evento si è tenuto il 15 giugno 2013 presso l'Officina dei Beni Comuni, via Arbe 50 (Milano), alle 21:00.
L'evento...

Franca Rame Project
“Li denunceremo domani”

“Così pur di sopravvivere rischiamo la vita” (Dario Fo)

E’ ancora viva e forte l’emozione per la scomparsa di Franca Rame, ma seguendo le parole di Malraux -“le idee sono fatte per essere sviluppate”- proprio ora, con maggior forza, è necessario dar luce al suo esempio di vita, di speranza e di coraggio.

Per questo, e non solo, il “Franca Rame Project” rimane “un corpo vivo”, un work in progress che prosegue sulla traccia della grande donna che è stata: attraverso le sue parole, la sua arte, il suo teatro, la sua scrittura, con quella incrollabile fede che fa ancora muovere e combattere, che fa lottare.

Lo spettacolo “Li denunceremo domani” si terrà quindi a Milano, sabato 15 giugno.

In questa nuova performance, Dale Zaccaria -curatrice e interprete del progetto- porterà alla ribalta brani di giornalismo d’inchiesta, alternati a spezzoni audiovisivi del teatro dell’inseparabile binomio, artistico e di vita, Franca Rame e Dario Fo, che si completeranno per ricreare e ripercorrere un controverso arco della storia italiana.

Dalla strage di Piazza Fontana all’uccisione di Pinelli, l’anarchico e ferroviere leader del Circolo Ponte della Ghisolfa, sino alla violenza subita dalla stessa Rame, stuprata da un gruppo di estremisti di destra al fine di fermare la sua attività di “teatro politico”.


(fonte: lastoriasiamonoi.rai.it)

Attraverso la presentazione di materiale d’archivio, libri e documenti -dal periodo dello stragismo sino ai nostri giorni- si ripercorreranno dunque le vicende più eclatanti e simboliche, appannaggio di un’epoca e testimoni di uno stato troppo spesso silente o poco incisivo nella ricerca di una verità ferita ed occultata.

La significativa cornice dell’Officina dei Beni Comuni ospiterà perciò uno spettacolo in grado di indagare, grazie all’accurata selezione di materiali e al loro studio, un’ampia panoramica sugli “anni di piombo” (ricordiamo, peraltro, che questo termine venne lanciato dai media in occasione dell’omonimo film di von Trotta, vincitore al Festival di Venezia nel 1981).

La prima parte sarà dedicata alla sezione storica-politica-sociale, dagli anni Settanta ad oggi, dove si approfondiranno alcuni temi centrali: il processo a Pier Paolo Pasolini  ad esempio, troppo velocemente archiviato; il ruolo della polizia (mediante la diffusione audio de “Pum pum! Chi è? La polizia” di Dario Fo; lo stupro subito da Franca Rame, rivissuto grazie al lucido e terribile monologo scritto dalla stessa autrice (“Cammino…cammino non so per quanto tempo. (…) Torno a casa… torno a casa… li denuncerò domani”); il potere, inteso come meccanismo cannibale e al contempo in grado di riprodursi e ripresentarsi con molteplici sfaccettature.

Saranno pertanto ripercorsi quegli anni dal Giulio Andreotti II (1973) sino all’avvento di Silvio Berlusconi: dalla strategia della tensione alla politica delle televisioni odierna, dagli spari degli “anni di piombo” ai suicidi, cronaca anche degli ultimi giorni, per la crisi e la disoccupazione.

Ulteriore oggetto di riflessione sarà la cosiddetta decadenza culturale: meno merito, università stantie e “fuga dei cervelli”, un brutto termine per indicare tutte quelle risorse -intellettive prima, economiche poi- costrette ad emigrare, in un vero e proprio anacronistico esilio, per esercitare il mestiere per cui hanno studiato.

Nella seconda parte invece, si osserverà la situazione attuale della donna in Italia, a partire dall’indicativo monito espresso dal procuratore di Bergamo (“donne, non uscite da sole di sera”), alle scandalose parole del prete di Lerici, secondo cui il femminicidio è “colpa delle donne” in quanto “provocatrici”.


Pablo Picasso, “Femme à la fenêtre”

La chiesa ed il lavoro, la maternità e la discussa 194 torneranno perciò al centro di un dibattito non ancora sopito, accompagnati da spezzoni de “La mamma fricchettona di Franca Rame”, dallo spettacolo “Tutta casa letto e chiesa”.

La stessa Rame è stata sempre molto attenta all’integrazione del mondo femminile nella vita sociale del Paese, in qualsiasi età; sue infatti le parole: «Noi donne anziane abbiamo una missione: continuare a dialogare con le giovani per non lasciarle sole. Una speranza ancora c’è».

Parole riprese e rilanciate con grande forza da Dale Zaccaria, che aggiunge:
«Sento che nulla è perduto. In fondo è l'eterna lotta tra bene e male, tra “miseria e nobiltà”. E bisogna restare sempre nobili anche davanti alle miserie del nemico. Questo Franca Rame mi insegna»
(fonte: dalezaccaria.com)

L’omaggio a Franca Rame si intreccia quindi ad un proficuo approfondimento sociale, di “rilettura della nostra storia”: un’analisi molto utile oggi, dove le notizie sono sempre più rapide e affidate a brevi slogan incisivi.

Un approccio più critico consente invece di raggiungere una maggiore profondità, al riparo dai rischi prodotti da un’informazione sbrigativa; del resto, come scriveva Hermann Hesse, “di una storia è vero solo quello che l’ascoltatore crede”.

Caterina M

© 2013 imieilibri.it

 


Evento organizzato da Dale Zaccaria e pubblicato anche qui!

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