Presentazione di “Una diversa follia” a Palazzo Sormani

Marilena Poletti Pasero Postato da Marilena Poletti Pasero (Presidente Unione Lettori Italiani di Milano e organizzatrice della rassegna “Incontri con l'autore”) in Eventi > incontro con autori > presentazioni
Questo evento si è tenuto il 22 maggio 2013 presso la Sala del Grechetto di Palazzo Sormani, Via Francesco Sforza 7 (Milano), alle 18:00.
L'evento...

L'Unione Lettori Italiani di Milano
è lieta di invitarvi al nuovo appuntamento degli “Incontri con l’Autore”

dedicato ad un grave problema di Salute Mentale

Nell'incontro che si terrà mercoledi 22 maggio -nella consueta e splendida cornice della Sala del Grechetto di Palazzo Sormani di Milano (alle 18.00)- si parlerà, infatti, del Disturbo Bipolare II, una malattia organica che alterna fasi di euforia, ansia, panico, fasi di depressione, che in alcuni casi possono sfociare nell'uso di stupefacenti o addirittura nel suicidio.

L'occasione per parlare di questo disturbo della psiche, che ha radici anche nella chimica del cervello e che viene negato per paura dell'ukase sociale, sarà data dalla presentazione del saggio “Una diversa follia. Riuscire a vivere (e bene) con il Disturbo Bipolare II” (edito in Italia da Sperling & Kupfer; disponibile online su laFeltrinelli.it) di Karla Dougherty.

All'incontro interverranno il prof. Carlo Altamura e Iuliana Rosental, vicepresidente del Progetto Itaca, Onlus composta da volontari, che svolge un grande lavoro di informazione, prevenzione, supporto, e riabilitazione.

9 milioni di americani soffrivano nel 2003 di una “diversa follia”, il Disturbo Bipolare II, pari al 4% della popolazione USA, secondo un sondaggio della facoltà di medicina dell'Università di Galveston in Texas, oggi sono 10 milioni.

E dei 3 milioni e 400 mila adolescenti a cui è stata diagnosticata recentemente la depressione, almeno un terzo è affetto da questo disturbo, che solo da 12 anni è stato riconosciuto come tale in Europa. Esso è la sesta causa di invalidità nel mondo e si è perciò guadagnato la copertina del Time.

Data la reale portata del fenomeno è necessario parlarne per fare conoscere al maggior numero di persone possibile questo disagio mentale, una condizione di vita che ne mina la qualità, al fine di aiutare a riconoscere per tempo i sintomi e a individuare il trattamento più idoneo.

Questo lo scopo del libro secondo l'autrice americana del New Jersey, che dichiara di soffrire del DB II e di volere aiutare il prossimo.

Questo anche lo scopo del Progetto Itaca, che dal 1999 lavora per il successo dell'impresa nel campo dei giovani, per sdoganare questa subdola forma di follia dall'ukase della società, come un tempo avveniva per il cancro, che solo grazie a Veronesi è stato liberato dai tabù collettivi.

Scopriremo leggendo cos'è, perché colpisce, e come curare questo sintomo sottile del DB II, che si manifesta come disturbo dell'umore, una psicosi maniaco-depressiva come il DB I, ma in forma meno grave,più indecifrabile e perciò più difficile da diagnosticare, caratterizzata da stati di ansia, di panico, di irascibilità, da sensi di colpa che possono portare all'uso di droghe o al suicidio. 

Il 25% di coloro che ne sono affetti non cercano aiuto, secondo la ricerca olandese Nemesis. Si tratta di una malattia biologica reale, con una sua chimica cerebrale ed uno specifico aspetto cromosomico (il 18 Q), che incide sui neurotrasmettitori. Tant'è che alcune Assicurazioni in USA la trattano come una malattia organica. Il Disturbo bipolare II è stato riconosciuto di recente anche nel DSM -IV-TR, il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali.

Il DB II in particolare alterna, in forma bipolare, uno stato ipomaniacale in fase alta, caratterizzato da euforia, ansia, energia, creatività,ad uno stato depressivo in fase bassa, che evidenzia spossatezza, disistima, voglia di isolamento.

Fondamentale è una corretta e tempestiva diagnosi, che a volte invece arriva solo dopo molti anni di osservazione.

L'Autrice spiega quali possono essere le cure migliori, secondo le moderne terapie, citando anche il prof. Carlo Altamura, direttore del Centro trattamento disturbi depressivi del Policlinico di Milano, pioniere nello studio della tossicodipendenza e dei farmaci antipsicotici atipici, come la quetiapina.

La difficoltà, sottolinea il testo, sta nel sapere alternare sapientemente anti depressivi come il litio, anti convulsivanti per stabilizzare l'umore, anti psicotici come il valium, al fine di ricreare un equilibrio chimico nel cervello, come quando si controlla il livello cloro-acqua in una piscina.
Consci anche degli effetti collaterali, quali obesità, diabete, malattie cutanee.

Alla terapia farmacologica è utile e necessario aggiungere la psicoterapia cognitiva comportamentale e la psico educazione, grazie al supporto di uno psicologo, psicoterapeuta, o psichiatra, che aiuti il paziente ad affrontare le vicissitudini della vita con maggiore consapevolezza, per non cadere nell' autocura dell'alcol o della droga.

Fondamentale infine è la terapia famigliare (TF) al fine di ristabilire una armonia famigliare compromessa.

Il saggio invita i sofferenti di DB II a cambiare stile di vita, e il suo merito è di richiamare l'attenzione su questa malattia, ingiustamente nascosta, per paura del giudizio della società.

Marilena Poletti Pasero

(recensione per  © Arcipelago Milano)


Le immagini del presente post sono dei rispettivi autori e proprietari e sono stati selezionate a cura della redazione de imieilibri.it

 


Evento organizzato da Unione Lettori Italiani di Milano e pubblicato anche qui!

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