Andrew Keen e le tappe italiane di “Vertigine Digitale”

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Questo evento si è tenuto dal 29 aprile 2013 al 4 maggio 2013 in tutta Italia, alle (vedi dettaglio eventi).
L'evento...

Andrew Keen e le tappe italiane di “Vertigine Digitale”

«La tragica verità è che quando ci spogliamo, quando cerchiamo di essere noi stessi sotto lo sguardo del pubblico nelle reti digitali odierne, non sempre constatiamo la rottura di vecchi tabù. (...)
In realtà questi strumenti virali per l’esposizione di massa non soltanto sembrano rendere la società più pruriginosa e voyeuristica, ma alimentano altresì la cultura dell’intolleranza, della malignità e della vendetta.»

(Andrew Keen)

Le statistiche sono quanto meno impressionanti: il tempo che spendiamo su Internet è in continua crescita -secondo il Social Media Report 2012 di Nielsen è cresciuto del 21% in solo un anno- e la maggior lo impieghiamo sui social.

Non sorprende quindi che Facebook, Twitter e simili abbiano raggiunto ormai anche in Italia un numero di iscritti a molti zeri.

L'uso ormai diffuso e quotidiano di questo tipo di piattaforme rende normali una serie di pratiche, dalla condivisione di link, al continuo status update -è stato stimato, per esempio, che su Facebook produrremmo in media 90 contenuti al mese-, al second screen e alla #pornification -con cui ci si riferisce all'ossessivo ripetersi di alcuni topic, il cibo e i cuccioli soprattutto, tra i contenuti visivi.

Diventato impossibile e, forse, anacronistico tentare di tracciare un qualche limite netto tra vita online e vita offline, a indagare con uno sguardo disincantato sugli effetti della necessità di “essere” sui social media sulle nostre vite quotidiane è Andrew Keen, uno dei maggiori critici di Internet, con il suo “Vertigine Digitale” (edito da Egea; disponibile su laFeltrinelli.it - epub).

 In Italia in occasione del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, lo scrittore e columnist di numerose testate americane, tra cui la CNN, presenterà il suo ultimo lavoro in un mini-tour nazionale.

Sarà, infatti, lunedì 29 aprile a Milano (alle 12.00, presso la Libera Università di Lingue e Comunicazione-IULM), martedì 30 a Venezia (alle 11.30, presso l'Università Ca' Foscari), giovedì 2 maggio a Bologna (alle 11.00, presso l'Urban Centre) e, infine, il 4 Maggio a Capri (Napoli) in occasione del Trend Watching Festival (alle 16).

Filo conduttore degli incontri rivolti a professioni, studenti o semplici appassionati di nuovi media, sarà l'idea di una rivoluzione, quella imposta dai social media, che è forse una delle più travisate e sovrastimate, almeno dai tempi della Rivoluzione Industriale.


(fonte: erasocietacooperativa.net)

Dato per buono che gli strumenti digitali hanno allargato il numero di soggetti in grado di comunicare pubblicamente gli uni con gli altri, di fatto rompendo l'unidirezionalità dei media tradizionali, infatti, rimane da decidere quanto il web 3.0, se davvero ha senso definire così quello fatto di piattaforme social e app, ci ha reso liberi.

Quello della condivisione di ogni aspetto, di ogni esperienza, anche la più quotidiana e banale della nostra vita sembra, infatti, essere diventata più un dovere che una possibilità: il rischio sarebbe quello di un'era della confessione, in cui ognuno sembra sottoporsi volontariamente all'occhio controllore di una moderna versione del panopticon in cui tutti guardano tutti, a cui si aggiunge il pericolo che l'abbondanza di stimoli crei “un dormitorio digitale universale in cui tutti saranno a conoscenza di ogni nostra azione, per quanto minima, nascosta o, temo, perfino immaginaria”.


(fonte: empowernetwork.com)

Non solo, anche senza considerare le innumerevoli violazioni della privacy a cui questi strumenti ci costringono, Keen sembra negare persino la dimensione comunitaria, il potere unificante davanti a progetti condivisi, affinità di opinioni e idee user geograficamente dispersi, comunemente riconosciuto ai social: anche in questi ambienti si ripeterebbero, infatti, secondo lo studioso -che, non a caso, proponendosi come voce fuori coro rispetto alle ottimistiche teorie sulla forza del web, nella mini-bio del profilo Twitter si definisce l'anti-Cristo della Silicon Valley- meccanismi di intolleranza, emarginazione, cluster di pensiero.

Un'incursione meno accondiscendente ed entusiastica del solito nel mondo dei social media sarà dunque quella proposta da Keen durante gli incontri

ViDa

© 2013 imieilibri.it


Maggiori informazioni sugli appuntamenti e le modalità di partecipazione sono disponibili qui.

 


Evento organizzato da Egea Press e pubblicato anche qui!

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