Presentazione de “La grande invenzione” di Pupi Avati

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Questo evento si è tenuto dal 20 aprile 2013 al 30 giugno 2013 in tutta Italia, alle (vedi dettaglio eventi).
L'evento...

Presentazione de
“La grande invenzione”
di Pupi Avati


(fonte: taxidrivers.it)

“In un certo senso, ogni vita è esemplare”
(Marguerite Yourcenar)

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Uno dei più apprezzati registi italiani, Pupi Avati (all’anagrafe Giuseppe Avati), ha deciso di affidare alle pagine di un libro -e non alla pellicola- il proprio passato e le proprie considerazioni sul misterioso e affascinante viaggio interiore che differenzia e caratterizza ognuno di noi.

“La grande invenzione” (edito da Rizzoli; disponibile online su laFeltrinelli.it e IBS), nasce infatti dal racconto autobiografico del celebre sceneggiatore, sospeso tra due mondi opposti e quasi contrapposti.

L’autore dunque, in via eccezionale, si affida al medium del libro come mezzo di comunicazione e per presentarlo e incontrare i suoi numerosi fan affronterà una serie di tappe, in un mini-tour lungo la penisola (sull'incontro con il pubblico dello scorso 23 aprile, a Milano, potete leggere un nostro reportage).

Nel mese di giugno, il prossimo incontro in programma è previsto per venerdì 14, data in cui il regista bolognese sarà a Sondrio (presso la Banca Popolare di Sondrio, piazza Garibaldi 16; alle ore 18.00), mentre il giorno successivo, sabato 15 giugno, si sposterà nella sua Bologna, dove interverrà nell'ambito della rassegna “Biografilm” (al Bioparco; alle 18.30). Doppio appuntamento, invece, nella giornata di lunedì 17 giugno, quando sarà prima a Torino (presso l'Unione Industriale, via M. Fanti 17; alle 15.30), e poi a Serralunga D'Alba (in provincia di Cuneo, presso la Fondazione Mirafiore, via Alba 15; alle 21.00). Domenica 23 giugno il libro sarà presentato anche a Verona, presso la Libreria Feltrinelli (via Quattro Spade 2; alle 11.30). Giovedì 27 giugno , invece, il regista bolognese sarà al Bea Cafè di Roma (alle 19.30), e ancora, sabato 29 giugno a Carpi (Modena), nell’ambito della rassegna “La Carpi estate” (alle 21.00, in Piazza Garibaldi).

Come anticipato, “La grande invenzione” ruota attorno all’eredità ricevuta alla nascita da Pupi Avati: la borghesia cittadina di Bologna da un lato, la rurale e genuina tradizione contadina di Sasso Marconi dall’altro


(fonte: xoomer.virgilio.it)

Si apre così una galleria di antenati bizzarri e dai caratteri forti, quasi pirandelliani: la bisnonna Olimpia, umile asolaia costretta ad emigrare in Brasile per tentare la fortuna con tre figli piccoli al seguito; il devoto nonno Giuseppe, pittoresco nella sua richiesta di grazia alla Madonnina del Paradiso; il nonno Carlo che conquistò la futura moglie aiutato dalla “dote” di venticinque bignè; gli zii materni, intenti a portare le ciliegie ai Savoia…


(fonte: guidoscorza.it)

Con questo background alle spalle, il giovane Pupi Avati si forma nella Bologna del dopoguerra: timido, anche se con dei tratti “guasconi”, scanzonato ma con una grande passione per il jazz, le donne ed il cinema, il ragazzo -futuro regista, autore e scrittore- insegue i suoi sogni dalla via Emilia sino a Cinecittà.


(fonte: locali-roma.it)

Dopo la fine della carriera da musicista, terminata anche la parentesi come rappresentate di surgelati, ecco la rincorsa alla grande chimera del cinema: si susseguono così, a ritmo incalzante, i difficili esordi dietro la cinepresa, la Roma popolata da artisti, l’inaspettato incontro con Pasolini, gli strampalati pedinamenti per avvicinare Fellini ed il successo, finalmente, di pubblico e critica.

Un romanzo corale dunque, dove sono molti i personaggi che si intrecciano, quasi si toccano, per poi scomparire e riapparire in un vortice di presentazioni ed addii, attimi fugaci ed istanti quasi eterni.

Pupi Avati riesce a descrivere la vita, con tutte le sue complicazioni e la sua estrema volubilità, non come una banale successione di eventi: il rischio, quando si compone un’autobiografia, è proprio quello di scadere nel mero racconto evenemenziale.

Il regista orchestra però, mescolando personaggi e luoghi, sa cogliere le sfumature e trasporta con maestria il lettore nel brusio della Roma popolata da attori e divi, oppure nella pace della campagna emiliana.


(fonte: risorgimento.it)

Un lungo viaggio nell’Italia del Novecento, ma non solo; le riflessioni ed i pensieri dell’artista gettano nuova luce anche sulla società attuale e sulla trasformazione della cultura.

Tra esperienze vissute e desideri, tra sogni realizzati e speranze, Pupi Avati ci ricorda quanto la vita non sia altro che “l’ombra d’un sogno fuggente” (Giosuè Carducci).

Caterina M

© 2013 imieilibri.it

 


Evento organizzato da Rizzoli

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