Italia Reloaded. Ripartire dalla cultura di Christian Caliandro/Pier Luigi Sacco

Il commento...

“Italia Reloaded. Ripartire dalla cultura”
di Christian Caliandro e Pier Luigi Sacco

“Bisogna trovare la cultura sostanziosa. Se la troviamo, la prenderanno tutti gli affamati” (Lev Tolstoj)


(fonte: www.unsabeniculturali.it)

I beni culturali ed artistici che costellano il nostro territorio, sono troppo spesso vittime di un oblio dannoso per la trasmissione della loro storia e per l’abbandono che ne consegue, rendendoli così facile preda di distruzione.

Difatti, nonostante il conclamato paradosso, secondo cui l’Italia è il paese per eccellenza con “la cultura nel DNA”, beni archeologi e artistici non godono nel nostro paese dell’attenzione che meriterebbero.

Sono questi i temi su cui si focalizza il libro “Italia Reloaded. Ripartire dalla cultura” (edito da il Mulino; disponibile online su laFeltrinelli e IBS), scritto dallo storico dell’arte Christian Caliandro e dal professore ordinario di Economia della cultura alla Iulm Pier Luigi Sacco, che indaga sullo stato attuale del nostro patrimonio artistico, evidenziandone le falle e proponendo delle soluzioni al fine di scongiurarne l’inarrestabile perdita.

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A causa di una politica rimasta aggrappata -e imbrigliata- in vecchie logiche, in schemi e concezioni demodé, si sono prodotte nel corso degli anni lacune pericolose, come la netta -e sciocca- distinzione tra salvaguardia del patrimonio artistico e produzione culturale contemporanea.

Si è passati quindi da territorio-scrigno a territorio-tomba, incapace di valorizzare le sue opere anche sul piano economico: la stasi imprenditoriale e organizzativa, dettata da una “amnesia collettiva”, procede indisturbata da oltre trent’anni causando danni sempre più irreparabili.

Qual è allora la ricetta per uscire da questo umiliante blocco? Come risvegliare un’Italia sempre più simile ad una “bella addormentata nel bosco”?

Gli autori credono che innovazione, creatività e nuovo slancio nella produzione culturale siano gli unici strumenti possibile per scardinare una situazione cementificata nell’apatia generale. De-penalizzare, dal punto di vista artistico, il nostro paese avrebbe influssi benefici anche sul versante economico: i beni culturali costituiscono infatti uno dei fattori propulsivi più importanti anche per la ricostruzione identitaria del paese.

Bisogna rompere dunque l’incantesimo che ci tiene imprigionati nella rigida strategia della mera difesa dell’antico: adagiarsi sulle glorie dell’antica Roma o sui fasti del Rinascimento, smettendo di pensare e produrre nuove forme artistiche, non è una risposta soddisfacente.

Questo “guardare al passato”, un po’ per nostalgia un po’ per pigrizia, ha infatti avuto il pessimo risultato di scaraventare l’Italia ai margini del panorama creativo mondiale, rendendola simile ad un cimitero (seppur ricolmo di splendide opere).

Nuovi contenuti sono perciò essenziali per la prosecuzione di un cammino culturale che non può fermarsi ai fasti del Barocco o alle avanguardie del primo Novecento: anche nelle complesse vicissitudini polito-economiche mondiali, non bisogna dimenticare che, come scriveva Gerhard Richter:
“l’arte è la forma più alta della speranza”.

Caterina M

© 2013 imieilibri.it

 

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