Fimmine Ribelli di Lirio Abbate

Il commento...

“Fimmine Ribelli”
Come le Donne salveranno il Paese dalla 'ndrangheta
di Lirio Abbate

Ci sono posti in cui il tempo sembra essersi fermato a ventenni addietro o i cui stereotipi si sono tanto sedimentati nell'immaginario comune da risultarne, infine, realizzati.

Uno di questo è Rosarno, cittadina nel cuore calabro, ricordata più per le tristi cronache di scontri razziali, immigrazione clandestina, traffici di droga, guerriglia e lotta intestina tra famiglie legate alla 'ndrangheta, che per essere stata la prima città a costituirsi parte civile ad un processo antimafia.

E a Rosarno o, meglio, alle fimmine di Rosarno, è dedicato il nuovo libro di Lirio Abbate, “Fimmine Ribelli” - Come le Donne salveranno il Paese dalla 'ndrangheta (edito da Rizzoli; disponibile su laFeltrinelli/IBS/inMondadori), un libro interamente al femminile.

Cosa vuol dire nascere donne in un paese dalla cultura maschio-centrica, in cui il destino delle figghie è già deciso per filo e per segno e con grande anticipo dai padri?

Per la maggior parte delle donne di questo paese significa lasciare la scuola molto presto e, altrettanto presto, sposare uomini che neanche conoscono ma che permetteranno alla famiglia un posto strategico nel gioco di comando della zona. Non c'è spazio per l'Amore, per i loro sogni e le loro ambizioni.


(fonte: articolotre.com)

Le alleanze sono di fondamentale importanza per riuscire a diventare qualcuno che conta: molte ragazze si sono dovute rassegnare a capirlo, hanno dovuto “modellarsi al codice”, recitare pazientemente e, magari a denti stretti, le parti loro assegnate, a vivere in silenzi gravidi di significati vite che non sentono loro.

 


(fonte bellaciaoag.it)

Eppure c'è ci prova a ribellarsi a questo stato di cose: come Maria Concetta Cacciola che preferisce ingerire acido muriatico piuttosto che continuare a subire le minacce e i soprusi della famiglia e degli affiliati, dopo che aveva deciso di collaborare con la giustizia rivelando luoghi, nomi e affari loschi della cosa.
O ancora come Rosa Ferraro che da badante di un'anziana componente della famiglia Pesce, tra le più potenti nel clan rosarnese, aveva visto di tutto dal traffico di droga a quello di armi e documenti falsi e che decide di schierarsi dalla parte della giustizia in uno dei più grandi processi alla 'ndrangheta di tutti i tempi.

La lista sarebbe lunga da Simona Napoli ad Angela Costantino, passando per decine di donne, compagne e madri che hanno dovuto pagare a prezzo della libertà, se non addirittura della vita, il gesto così normale eppure così tanto eroico di “stracciare il copione e provare a costruirsi una vita che sia davvero la loro”.


(fonte: mentecritica.it)

Un appassionato omaggio alla loro vita, al loro coraggio e al potenziale imitativo del loro gesto è dunque, il nuovo libro di Abbate: un viaggio nella minaccia concreta che queste storie di donne ribelli rappresentano per il potere costituito della ‘ndrangheta non solo per quello che possono rivelare, ma anche per la “forza imitativa di una scelta di rottura manifesta”, che sgretola l’immagine di compattezza della struttura mafiosa.

ViDa

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