“L’apocalisse è un lieto fine” di Ermanno Olmi

redazione imieilibri.it Postato da redazione imieilibri.it in Eventi > incontro con autori > presentazioni
Questo evento si è tenuto dal 14 marzo 2013 al 30 giugno 2013 in tutta Italia, alle (vedi dettaglio eventi).
L'evento...

“L'apocalisse è un lieto fine”
Vita e Cinema secondo Ermanno Olmi

C'è un momento in cui tutti gli artisti sentono il bisogno di confrontarsi con la propria autobiografia, in una sorta di riappropriazione, alla Proust, del tempo che non hanno vissuto appieno.

E così, ad ottant'anni compiuti da poco, Ermanno Olmi, padre del cinema di ispirazione documentaristica italiano, arriva in biblioteca con “L'apocalisse è un lieto fine” (edito da Rizzoli; disponibile su laFeltrinelli.it): un racconto appassionato e sincero della sua vita e, insieme, lo specchio di un'Italia che, sotto l'occhio vigile della sua macchina da presa, passa dal tracollo del fascismo al boom economico senza perdere laboriosità e genuinità che la contraddistinguono.

La scelta, negli ultimi anni, di ritirarsi a vivere a stretto contatto con una natura protagonista indiscussa dei suoi grandi capolavori (come “L'albero degli zoccoli”) ed unica forza in grado di restituire dignità all'uomo, la crisi di valori dei giorni nostri causata dall'ottundimento dei sensi di compassione e fratellanza e dall'assoluta mancanza di un'etica di far del bene, e molti altri temi sono protagonisti di questa auto-biografia che il regista bergamasco dedica agli appassionati del suo cinema.

Dopo l'incontro dello scorso 14 marzo, presso la libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte, a Milano (di cui potete leggere un nostro reportage), Olmi sarà presente anche al Salone del Libro di Torino, domenica 19 maggio (alle 13.30, presso la Sala Gialla).

Dalla riflessione sullo stato di sofferenza del cinema italiano che, intervistato, ha riconosciuto vittima della televisione e di Internet oltre che di un' attenzione esclusivamente “focalizzata su fatti violenti di sangue e di morte -tanto che- sembra quasi che appena si veda una scena di guerra se ne voglia fare una fiction (…) e la parabola dell'orrore cresce esponenzialmente”, e attraverso una più generale considerazione estetica sulla bellezza, unica forza in grado di trasformare il racconto di qualsiasi vita, anche quelle degli umili protagonisti dei suoi film, in un'opera d'arte: il monito fondamentale che uno dei protagonisti indiscussi del panorama culturale italiano sembra lasciarci è semplice.

Dovremmo guardare alla terra, con i suoi cicli stagionali, semplici ma perfetti, con il suo continuo e inesorabile farsi e disfarsi e riuscire ad accettare che un'era, quella che ha avuto come parole d'ordine produttività, arricchimento, efficienza, è giunta al termine e niente possiamo fare per mantenerla in vita. Quella che stiamo per vivere, come ci ricorda il titolo, è un'apocalisse, un cambio di paradigma definitivo e inevitabile, ma a lieto fine perché ogni mutazione ha dentro di se, la gioia e l'imprevedibilità del nuovo.

Tutto questo, gli incontri professionali fortunati e quelli mancati -come quello con Mastroianni, debitore di una parte, quella per il film “Il segreto del bosco vecchio” promessa e mai realizzata-, la Milano rionale dei piccoli alimentari dove trovavi di tutto, dal pane e al sapone, le sfide del presente e molto altro saranno, dunque, temi di confronto tra il regista e i partecipanti nell'incontro di giovedì.

ViDa

© 2013 imieilibri.it

 


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