Presentazione di “Mi riconosci”, in ricordo di Antonio Tabucchi

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Questo evento si è tenuto dal 14 marzo 2013 al 30 settembre 2013 in tutta Italia, alle (vedi dettaglio eventi).
L'evento...

In ricordo di Antonio Tabucchi
Andrea Bajani presenta
“Mi riconosci”

“Per conoscere un luogo non è sempre necessario esserci stati”
(Antonio Tabucchi)

A quasi un anno esatto dalla morte di Antonio Tabucchi, scrittore italiano di fama internazionale grazie -soprattutto, ma non solo- al suo “Sostiene Pereira e all’amore spassionato che nutriva per il Portogallo, il ricordo dell’autore è omaggiato da un libro profondo e dissacrante sull’amicizia e sulla stima reciproca.

Andrea Bajani infatti, classe 1975 e noto al pubblico per diversi romanzi e adattamenti teatrali, ripercorre il percorso biunivoco del narratore adulto e di quello più giovane, i passi che hanno compiuto assieme, le esperienze da cui hanno vicendevolmente imparato.

Il frutto di questo felice incontro è stato condensato nell’ultimo lavoro di Bajani, “Mi riconosci” (edito da Feltrinelli; disponibile online su laFeltrinelli.it e IBS), che sarà presentato giovedì 14 marzo presso la Libreria del Mondo Offeso a Milano (alle 19.00). Successivamente, l’autore sarà presente anche a Viterbo, nell'ambito del Festival “Caffeina”, venerdì 28 giugno (in Piazza del Fosso, alle 21.00) e a Mesagne (Brindisi), venerdì 19 luglio (in Piazza Orsini del Balzo, alle 20.30), in un incontro organizzato dalla libreria Lettera 22 nell'ambito dell'Estate Mesagnese.

Gli elementi cardine su cui si sviluppa il libro sono quelli de l’intesa, a volte trasognata, tra due rappresentanti del panorama letterario appartenenti a generazioni diverse; la malattia, che per l’uno determina il distacco, per l’altro l’inizio del racconto; la nostalgia, aggrappata ed impigliata sia negli oggetti, sia nelle parole, nelle conversazioni distanti e irriproducibili.

Il rapporto speciale istaurato tra due amanti della parola e dello scritto, dei libri come dell’arte nelle sue più varie manifestazioni, accompagna anche il lettore nell’illusorio mondo del nonsenso della vita.


(fonte: turistipercaso.it)

La morte, per il giovane scrittore incapace di accettarla, appare come una profonda ingiustizia da combattere e sfidare; superata questa prima fase però, più aggressiva e battagliera, non rimane che la dolcezza del commiato e il tentativo di dare risposte.

La morale di questa favola agrodolce sottolinea l’importanza di impostare rapporti sinceri e limpidi, e ne mette in luce anche gli aspetti più paradossali e casuali: l’intrecciarsi di destini e persone, così ingovernabile, costituisce una delle ricchezze primarie della vita stessa.

Del resto, come scriveva proprio Tabucchi, “la vita non si racconta, te l’ho già detto, la vita si vive, e mentre la vivi è già persa, è scappata”.

Caterina M

© 2013 imieilibri.it

 


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