Presentazione de “I padroni della crisi” a Firenze

redazione imieilibri.it Postato da redazione imieilibri.it in Eventi > incontro con autori > presentazioni
Questo evento si è tenuto il 13 marzo 2013 presso la libreria Feltrinelli, Via de' Cerretani, 30/32r (Firenze), alle 18:00.
L'evento...

Presentazione de
“I padroni della crisi”
di Biagio Simonetta

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“Non ho mai chiesto di occuparmi di mafia. Ci sono entrato per caso. E poi ci sono rimasto per un problema morale. La gente mi moriva attorno.”
(Paolo Borsellino)

I tempi di crisi non comportano ristrettezze economiche generalizzate: per la mafia, infatti, costituiscono un vero business mondiale.

Il comune cittadino dovrà pure vedersela con lo spread alle stelle e il portafoglio meno panciuto, ma ovunque, dalla Spagna alla Grecia, le associazioni criminali ingrandiscono i loro affari attraverso un’economia sporca che sfrutta carburanti, corruzione ed affari poco limpidi con settori quali, ad esempio, quello immobiliare.

Ma come si ottengono questi profitti colossali? Come si guadagnano grandi capitali in un paese come l’Italia, dove le industrie chiudono e nelle notizie di cronaca compaiono sempre più imprenditori suicidi?

Una lucida analisi di questo processo è data da Biagio Simonetta, giornalista e scrittore da sempre vicino al tema della ‘ndrangheta e delle organizzazioni mafiose, nel suo ultimo libro “I padroni della crisi” che verrà presentato mercoledì 13 febbraio (alle 18.00) presso la libreria Feltrinelli di Firenze.
In compagnia dell'autore, vi sarà don Andrea Bigalli, coordinatore regionale dell'associazione Contro le Mafie - Libera.

La mafia - come spiega Simonetta - investe, allunga i suoi tentacoli dappertutto, partecipa ad ogni asta possibile (come quelle delle imprese in fallimento) e apre società finanziarie in apparenza legali.

Insomma, una vera e propria azienda, senza licenziamenti né cassaintegrazione, senza esodati o problemi di pensionamento: un giro d’affari dal ritmo serrato, capace di infiltrarsi nei tessuti economici di una nazione e di minarne le basi.

I soldi ricavati sono poi utili per il riciclaggio di denaro sporco, specie perché la liquidità monetaria è quanto mai necessaria in una situazione economica dove tale disponibilità è in calo; il meccanismo vizioso è perciò innestato e difficile da sconfiggere.

Questo libro si pone così come uno tra i primi passi perseguibili per tentare di bloccare la crescita finanziaria della mafia: capire come si costruiscono le basi di un motore economico è difatti necessario per arrestarlo.

Colpire i capitali illeciti e smascherare i loro tracciati -nazionali e non- significa non immolare sull’altare del silenzio e della connivenza tutte le vittime dei danni sociali ed umani della recessione.

Arginare questo flipper impazzito, secondo cui l’economia si contrae, ma le mafie si allargano, comporta anche il salvataggio delle piccole imprese che -pur di non chiudere i battenti- accettano dei prestiti con tassi da strozzini per poi essere comunque travolte dai loro aguzzini.

Il punto di vista narrato da “I padroni della crisi”, quello della mafia vincente attraverso il grande traffico di usura e cocaina, del riciclaggio e della liquidità, è dunque fondamentale per smascherare una gestione di denaro totalmente illegale, troppo spesso ignorata perché in grado di dar sollievo, di “far rifiatare” un’economia legale in affanno.
Un sollievo passeggero però perché, come scrive Simonetta, “si trasforma in un cappio che, mentre la recessione avanza, si stringe intorno al collo delle persone. E minaccia la nostra democrazia”.

Caterina M

© 2013 imieilibri.it

 


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