Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron

Il commento...

“Un giorno questo dolore ti sarà utile”
di Peter Cameron


Acquista su laFeltrinelli/IBS/inMondadori

“Dice che tutto è immondizia. Soprattutto l’arte. E naturalmente se è immondizia l’arte, lo è anche il resto. Anche le cose che consideriamo sacre sono immondizia. Tutto è usa e getta. Gli oggetti materiali non sono preziosi, la religione fa schifo”

“Un giorno questo dolore ti sarà utile” di Peter Cameron (disponibile online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori), noto autore statunitense, narra con eleganza e raffinatezza la crescita del giovane protagonista James, adolescente diciottenne che ha appena finito la scuola.

Il ragazzo è indeciso se iscriversi all’università o trasferirsi in provincia per dedicarsi alla lettura in qualche fatiscente casa coloniale da ristrutturare: la solitudine non lo spaventa infatti, perché, come afferma: “Ho passato tutta la vita con i miei coetanei, e non mi piacciono granchè”.


fonte: psicologo-infanzia-imola.it

Trascorre così le giornate nella galleria d’arte della madre -figura assente, fragile e priva di alcun ruolo “materno”- assieme al gestore dell’attività, John, un nero omosessuale appassionato di collezionismo. Il commercio langue, forse anche per la scelta di esporre dei bidoni della spazzatura trasformati in originalissime opere da un artista giapponese deciso a restare Senza Nome per non condizionare il pubblico nella ricezione dei suoi capolavori.

Così, un po’ per noia, James entra in una chat di cuori solitari e propone a John (utente compulsivo del sito) un incontro, inventandosi un’identità capace di attrarre il collega.

Questo è solo uno dei passaggi molto delicati del romanzo, ma è importante notare come il gesto non venga archiviato come una mera bravata.

All’origine, infatti, sta il bisogno spesso insito nei più giovani di farsi notare, di uscire da un limbo grigio, di attirare l’attenzione ricreandosi un alter ego diverso e più appagante.

Un desiderio da cui spesso non sfuggono neppure gli adulti.

Come ricorda Umberto Galimberti: si fa molta fatica “ad essere se stessi”, e spesso è più semplice costruirsi un’identità in risposta alle esigenze altrui (colleghi, familiari, partner) piuttosto che assecondare la propria natura.

La ricerca del proprio io, e della propria strada, è il leitmotiv dell’intero libro di Cameron.

Le vicende di James, trattate con ironica malinconia e spesso in forma di accattivanti monologhi, costituiscono uno strumento di auto-analisi valido per qualsiasi generazione.

Tra il supplizio delle sedute dalla psicoanalista Adler, le visite a Nanette, la nonna tuttofare, e le lunghe passeggiate con Mirò, un cane dai tratti così umani da guardare “con bonaria condiscendenza le semplici maniere animali degli altri cani”, James capirà l’importanza di prendere delle decisioni, giuste o sbagliate che siano, senza più dover scappare o nascondersi in un universo parallelo ed inventato.

Il rischio di crearsi un rifugio isolato sta proprio nell’allontanamento che ne consegue dal quotidiano, dal reale; per quanto possa essere sicuro ed edificante, ricco di arte e letteratura, non è che popolato di fantasmi e di interlocutori muti.

Del resto, come aggiunge distrattamente la madre di James: “Ma l’importante è che ci piaccia la vita, non l’arte. Siamo tutti capaci di ammirare la cappella Sistina”.

Pienamente condivisibili dunque le parole di Valeria Parrella, nella quarta di copertina dell’ultima edizione Adelphi: «Cameron disegna un mirabile affresco di un mondo, il nostro, incapace di prendersi cura di se stesso, alla rincorsa di cose futili e banali. Lo fa attraverso una prosa densa come fosse verseggiata, con dialoghi perfetti e un personaggio che resterà nella memoria. Un libro bellissimo, già dal titolo e fino all’ultima pagina».    

E si potrebbe aggiungere, citando Italo Calvino, “alle volte uno si crede incompleto, ed è soltanto giovane”.

L’autore
Peter Cameron, nato nel 1959 a Pompton Plains, ha vissuto anche in New Jersey, a Londra ed a New York, dove si è laureato in letteratura inglese nel 1982.

Il suo primo romanzo, “One Way or Another”, è stato una raccolta di racconti uscita nel 1986.

Il titolo originale de “Un giorno questo dolore ti sarà utile”, del 2007, è invece “Someday This Pain Will Be Useful to You”.

Da questo libro è stato tratto anche un film, omonimo, per la regia di Roberto Faenza ed uscito nelle sale nel 2012.


Peter Cameron, “Un giorno questo dolore ti sarà utile”
Edito da Adelphi; disponibile online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori

 

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