Incontro con lo scrittore George Saunders

Postato da Laura O. in Speciali > reportage
Questo reportage è relativo all'evento ULTRA - Festival della letteratura in effetti
Il contributo video...

Lo scrittore americano George Saunders durante l'incontro del 25 settembre 2010 al Palagio di Parte Guelfa a FirenzeSi è concluso il 25 settembre (2010 -n.d.r.-), ULTRA il festival che non c’è”, con l’incontro con lo scrittore americano George Saunders che, fin dal principio, si è mostrato disponibile e sopratutto pieno di umorismo; la sua battuta d’entrata infatti è stata: “non parlo italiano ma bevo il cappuccino... anche se solo la sera!”

Grazie all’aiuto de “l’interprete per un giorno” Martina Testa (direttrice editoriale di minimum fax, la casa editrice che ha pubblicato il libro di Saunders), nonostante il discreto numero di madrelingua americani presenti in sala, l’incontro si è svolto in un’atmosfera tranquilla e divertita, complice probabilmente il meraviglioso salone Brunelleschi, all’interno di uno dei palazzi storici di Firenze, il Palagio di Parte Guelfa, che a fatto da scenario all’evento.

Alessandro Raveggi (direttore artistico di ULTRA-Festival 2009-2010 -n.d.r.-) ha introdotto gli ospiti e “intervistatori”, Vanni Santoni (scrittore e giornalista) e Francesco Pacifico (scrittore e traduttore). Quest’ultimo, dopo essersi cimentato in una lettura a due voci con Saunders di quattro storie assurde tratte da un capitolo del suo ultimo libro -su cui potete leggere un “commento”- “Nel paese della persuasione” (disponibile online su laFeltrinelli/IBS/inMondadori), è stato il primo a porre le domande che si sono incentrate sia sulla dinamica delle argomentazioni del libro stesso, sia sull’impatto e l’importanza della letteratura nella società contemporanea passando per le reazioni e i comportamenti umani, per gli scrittori di domani e i grandi autori del passato.

La natura di Saunders come scrittore ironico, visionario e profondamente critico della società contemporanea, è stata il centro sul quale si è impostata tutta la serata; attraverso i ricordi delle sue esperienze di vita, lavorative e non (la sua famiglia è di umili origini; ha lavorato in campi petroliferi e per le multinazionali), l’autore ci ha introdotti e successivamente accompagnati in quella che è la sua visione del mondo, il suo pensiero:

“il mondo di Saunders è una versione alterata del nostro, in cui il consumismo, il potere dei media, la cultura dello spettacolo, la spersonalizzazione sono elevati all’ennesima potenza e condotti alle loro più estrema conseguenze. Il risultato è una realtà deformata in cui le normali esperienze umane, dal portare un nipotino a tetro al cuocersi una bistecca, diventano piccoli incubi prodotti dalla democrazia e dal mercato globale. Ma al centro di questo originalissimo e scatenato teatro dell’assurdo c’è l’esigenza di riaffermare, rispetto alle degenerazioni del nostro tempo, l’importanza del libero pensiero e dei rapporti autentici tra le persone…” (fonte: minimum fax)

Saunders preferisce esagerare per arrivare alla comunicazione, per arrivare ad una vera interpretazione di noi stessi come ciò che siamo, ciò che siamo stati o ciò che vorremmo essere.

Per questo, egli afferma: “la letteratura non si ferma mai, è un continuo esperimento”.

Interessante è stato poi affrontare il tema dello scrittore visto prima come un insegnante, infatti lo stesso Saunders è docente universitario ma non per questo si ritiene in grado di saper insegnare; piuttosto vede se stesso come una guida per coloro che hanno il talento necessario per poter comunicare attraverso la letteratura; e in secondo luogo definisce, in un intenso discorso, ciò che uno scrittore è: non un intellettuale come pensano in molti, ma un artista del varietà che deve sapere trovare l’energia, deve seguire la strada che ritiene giusta e talvolta deve improvvisare; a questo proposito cita Albert Einstein: “i risultati migliori si ottengono quando non sappiamo dove stiamo andando”.

Successivamente parla anche della sua visibilità e fama in tutto il mondo: è stato insolito sentirlo parlare con consapevolezza del suo successo arrivato a livello mondiale solo dopo che ha iniziato a scrivere short stories e saggistica (genere narrativo della non fiction); infatti il suo confessato limite che è stato anche il segreto del suo successo sta proprio nel fatto che riesce a dare il suo meglio e a non perdere il suo spirito narrativo solo quando la sua concentrazione non va oltre le 10-15 pagine; poi il suo livello si abbassa e di un possibile grande lavoro, non rimane niente.

George Sanunders è stato paragonato, sia dalla critica internazionale, sia dai nostri autori e spettatori in sala, ad autori come Mark Twain (scrittore, umorista e letterato statunitense) e David Foster Wallace (scrittore statunitense); da parte sua ritiene semplicemente che è impossibile non provare ammirazione e quindi ispirazione da personaggi di così grande spessore che in qualche modo hanno segnato e segneranno sempre la grande letteratura di tutti i tempi.

La sua umiltà, simpatia e disponibilità hanno regnato per tutta la durata dell’incontro al termine del quale non gli sono stati risparmiati complimenti, autografi, video e foto ricordo che hanno immortalato la conclusione di un evento culturale importante per la città di Firenze.

Laura O.

(28 settembre 2010)

© 2010 imieilibri.it


Lo scrittore George Saunders e Claudio ("fondatore" de "imieilibri.it")In un divertente fuori-programma, oltre ad una interessante e cordiale discussione, George Saunders si è concesso per un saluto "speciale" ai lettori de "imieilibri.it".


Ecco la clip...

video

 


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